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Che cosa fa Renzi?

Renzi prenota la crisi di governo e propone la riforma costituzionale per l’elezione diretta del presidente del Consiglio. I Graffi di Damato

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Le contraddizioni della maggioranza sul caso Gregoretti

I Graffi di Damato sui banchi vuoti lasciati dalla maggioranza di governo verso il processo a Salvini per sequestro di migranti

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Conte si appende alla verifica

Il premier Conte si appende pure lui all’antica “verifica” della maggioranza per “il rilancio”, o tentativo di rilancio, del suo governo dopo i primi cento giorni di vita. I Graffi di Damato

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Renzi mina il Conte 2?

I Graffi di Damato sulla maggioranza giallorossa già scricchiolante per colpa di Renzi riguardo l’Iva

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Il 2019 del governo tra Riforme, Quota 100 e Reddito di cittadinanza

L’agenda del governo è fitta di impegni. Attesi anche i provvedimenti sulla legittima difesa, la chiusura domenicale e la decisione sulla Tav

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La manovra? Ancora tutta da scrivere. Parla il prof Celotto

Incognite sulle misure da un probabile futuro maxi-emendamento che riscriverà parte della legge di Bilancio. L’intervista al professor Alfonso Celotto, ordinario di Diritto Pubblico all’Università Roma Tre

Con il varo della legge di Bilancio da parte della maggioranza giallo-verde sono emerse in modo palese l’eterogeneità delle proposte delle due anime che combinano la compagine governativa e le difficoltà legate ai vincoli europei e agli esigui margini di manovra lasciati dalle scarse risorse finanziarie. Secondo il professor Alfonso Celotto, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Roma Tre, esiste infatti “uno iato evidente tra ciò che è stato detto in Consiglio dei ministri il 15 ottobre e ciò che poi effettivamente c’è dentro la manovra 15 giorni dopo. Misure come il reddito di cittadinanza, la flat tax e quota 100 sulle pensioni sono state prima annunciate salvo poi riscontrare esiti differenti nella realtà – ha sottolineato in un’intervista a Policy Maker -. Ciò conferma le difficoltà di questo governo di coalizione, con due partiti molto differenti tra loro per programmi e per intenzioni, nello scrivere la legge più importante dell’anno” all’interno della quale si stanno cercando “di mettere insieme, anche sulla base del contratto di governo, progetti e idee che non riescono a trovare una quadra” soprattutto a livello “di conti e a livello europeo”.

LA MANOVRA È ANCORA TUTTA DA SCRIVERE

“Abbiamo una procedura di appartenenza all’euro riassunta nell’art. 126 del Trattato che ricorda una serie di passaggi importanti che vanno seguiti prima e dopo l’approvazione della legge di bilancio – ha aggiunto Celotto -. All’Italia è capitato già in passato di subire dei rilievi da parte di Bruxelles. Ma questa volta sono stati particolarmente duri e pesanti in risposta ai nostri partiti che si erano posti in aperto contrasto con l’Europa”. “La mia impressione – ha precisato il professore di Roma Tre – è che la vera manovra la vederemo in futuro negli emendamenti che verranno formulati o più probabilmente nel maxi emendamento finale. Qui c’è anche una curiosità tecnica perché finora la maggioranza ha cercato di non porre fiducie o maxi emendamenti” salvo in queste ore con il decreto sicurezza. “Mi chiedo – ha proseguito Celotto – se il governo riuscirà o meno ad approvare la legge di Bilancio senza predisporre un maxi-emendamento come avvenuto negli ultimi anni o se a fronte dei migliaia di proposte di modifica verso fine novembre lo vedremo spuntare. In quel caso ci troveremo, dunque, di fronte a una riscrittura del testo, a una ‘manovra ritardata’ dovuta a una mancanza di accordo iniziale per via delle difficoltà dei partiti a mettere insieme i vari elementi che li compongono e a rinviare il tentativo di conciliazione: anche perché la coperta rimane corta e i soldi sono pochi. E la mancanza di un fondo economico spendibile in una situazione di crisi che persiste, porta a grandi difficoltà nel mettere insieme sviluppo e idee da campagna elettorale”.

CLIMA DA CONTINUA CAMPAGNA ELETTORALE

“Peraltro – ha ammesso il professore a Policy Makerci troviamo in una situazione di continua campagna elettorale, dove l’annuncio vale moltissimo. Ai partiti serve trovare un nemico perché se non si riescono a fare le cose è più facile prendersela con tecnici, burocrati e macchina dello Stato. Ma le difficoltà, probabilmente, stanno proprio nelle complessità di trovare una linea, un indirizzo politico che metta insieme queste posizioni eterogenee”.

ANCORA PRESTO PER CAPIRE SE L’EUROPA BOCCERÀ LA MANOVRA

L’Europa boccerà la manovra? “Non lo so è tutto da vedere – ha evidenziato Celotto -. Diciamo che non sappiamo ancora quale manovra sarà. La procedura per ora e consistita in uno scambio di lettere. Anche i governi precedenti hanno avuto lettere di richiamo: per ora vedo una interlocuzione aperta non vedo una bocciatura. La vera procedura si intensificherà il prossimo anno quando la manovra sarà stata approvata. L’Europa comunque non poteva non spedire la lettera di richiamo soprattutto a fronte degli annunci politici fatti. Vederemo più avanti cosa succederà con la troika e con tutto il resto, ma per ora è ancora presto”.

SPENDING REVIEW? IL TAGLIABILE È STATO TAGLIATO. PRIMA O POI POTREBBE ARRIVARE IL MOMENTO DI UNA PATRIMONIALE

Vi spiego perché per Tria il sentiero della manovra è strettoIl premier Giuseppe Conte ha parlato di possibili tagli alla spesa se non ci sarà crescita. “Si fa spending review dal 1992, abbiamo sempre tagliato in maniera lineare più o meno le stesse voci. Noi sappiamo che la spesa pubblica è di circa 800 miliardi di euro, due terzi dei quali sono concentrati su pensioni, sanità, stipendi e interessi sul debito pubblico che per varie ragioni non saranno toccati – ha detto Celotto -. Ormai nei ministeri il tagliabile è già stato tagliato quindi o si toccano queste voci oppure l’altra soluzione è un aumento delle entrate che passa per un altra misura tragica cioè una patrimoniale, un prestito forzoso. Una misura impossibile da un punto di vista politico anche se forse da un punto di vista di bilancio prima o poi il momento arriverà visto che il debito pubblico è sempre lì”.

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Tria oggi a Bruxelles ma la maggioranza è ancora divisa

Il 13 novembre è la data ultima fissata nella lettera inviata dalla Commissione al nostro governo mentre il 21 novembre dovrebbe pubblicare il parere definitivo sulla legge di bilancio avviando la procedura di infrazione

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Cosa dice punto su punto la risoluzione sul Def della maggioranza

Flat tax, superamento della Fornero ma anche correzione dell’Unione bancaria e graduale azzeramento dei fondi per l’editoria

Misure di riduzione del cuneo fiscale correlate all’offerta di rapporti di lavoro stabili con i giovani più meritevoli. Dal 2019 graduale azzeramento del fondo per l’editoria e impegno a implementare al più presto una Banca per gli investimenti con Cdp-Bankitalia. E ancora: una cabina regia al Mef sulla spending review, flat tax al 15% per professionisti e artigiani, cedolare secca su affitti negozi, quota 100 per le pensioni e avvio del reddito di cittadinanza. Infine taglio delle spese militari e via libera a un nuovo modello per la difesa. Sono alcuni degli impegni messi nero su bianco nella risoluzione di maggioranza presentata al Senato in occasione dell’esame della nota di aggiornamento al Def. (qui il testo integrale)

LA PREMESSA È LA CRISI DEL 2008 E LE POLITICHE FALLIMENTARI DEGLI ULTIMI ANNI

La premessa parte dalla crisi del 2008, dall’aumento della quota di popolazione a rischio povertà e precarietà e dal “sostanziale fallimento delle politiche perseguite negli scorsi anni” testimoniate da “un vistoso scarto nel tasso di crescita del Pil e nelle più significative grandezze economiche rispetto ai maggiori partner dell’Ue”. Da qui, la necessità di “invertire le tendenze inerziali e realizzare una netta discontinuità” con il passato attraverso “riforme e diverse policy prospettate” in un quadro di interventi per “semplificare e ridurre il carico tributario”, cancellare l’Iva programmata per il 2019, contrastare la disoccupazione giovanile “promuovendo il ricambio generazionale”, modificare la legge Fornero, introdurre un reddito di cittadinanza accompagnato “dalla riforma e dal potenziamento dei centri per l’impiego e l’avvio del processo di cittadinanza digitale” e la pensione di cittadinanza.

GLI OBIETTIVI MACROECONOMICI

Il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di competenza potrà aumentare fino a 68,5 miliardi di euro nel 2019, 56,5 miliardi nel 2020 e 45,5 miliardi nel 2021. il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 147 miliardi di euro nel 2019, 119,5 nel 2020 e 96 nel 2021. Per quanto riguarda la riduzione del debito pubblico lo scenario programmatico prevede una partenza dal 131,2 per cento nel 2017 fino ad arrivare al 126,7 del 2021.

GLI IMPEGNI DELLA MAGGIORANZA NELLA RISOLUZIONE

Si prevede una rimodulazione incisiva del sistema di tassazione alla imprese con la riduzione dell’aliquota IRES del 9% – dal 24 al 15% – sugli utili reinvestiti in acquisto di macchinari e attrezzature innovative e nuove assunzioni.

Si amplia la platea dell’aliquota flat tax al 15% a cui possono accedere liberi professionisti, artigiani, ditte individuali e si riduce il carico per le pmi che non potranno optare per il nuovo regime forfettario ampliato. Unito a un regime speciale per le nuove partite Iva e le startup innovative degli under 35. Si stende poi la cedolare secca agli affitti dei locali commerciali a partire dai cosiddetti “esercizi di vicinato”.

Da un punto di vista lavorativo la maggioranza si impegna a potenziare gli investimenti pubblici e privati nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie strettamente connesse ma anche a misure di riduzione del cuneo fiscale nei rapporti di lavoro dei giovani più meritevoli.

Per contrastare il fenomeno delle ‘culle vuote’ verranno pensate misure di incentivo per l’istruzione scolastica e la formazione universitaria. Mentre per le pensioni si conferma “quota 100” come somma di età anagrafica e anzianità contributiva nell’ottica del superamento della Fornero.

Prevista inoltre una revisione dell’attuale modello di difesa per ridurre le spese militari e razionalizzare i sistemi di difesa – ad esclusione dei settori di ricerca ad alto contenuto tecnologico e di utilizzo duale anche per scopi civili – salvaguardando i livelli occupazionali.

Nero su bianco anche la creazione di una cabina di regia unica presso il Mef in coordinamento con Palazzo Chigi per attuare la spending review. E la realizzazione di un’altra cabina di regia per monitorare lo stato di attuazione dei programmi di investimento infrastrutturali per prevenire ritardi e rimuovere criticità.

Infine, viene previsto un graduale azzeramento a partire dal 2019 del contributo del Fondo per il pluralismo presso il Dipartimento informazione ed editoria e il proseguimento del percorso di attuazione dell’articolo 116 della Costituzione che dà seguito ai referendum di Lombardia e Veneto.

I COLLEGATI ALLA MANOVRA

Tra i disegni di legge collegati alla manovra per il periodo 2019-2021 sono previsti un provvedimento di riforma e riordino della disciplina in materia di tutela e promozione dei diritti delle persone con disabilità, riassetto dell’avvocatura di Stato e della giustizia amministrativa e la riforma di alcuni istituti del Codice Civile.

IL GOVERNO SI IMPEGNA A CORREGGERE L’UNIONE BANCARIA, A INTERVENIRE SU TARANTO E A REALIZZARE IN TEMPI RAPIDI LA BANCA PER GLI INVESTIMENTI

Infine si impegna il governo a promuovere iniziative a livello Ue per correggere l’Unione bancaria e il processo di unificazione dei mercati dei capitali per assicurare maggiori garanzie ai risparmiatori italiani, a realizzare disposizioni per la riqualificazione economica, industriale e ambientale di Taranto, implementare in tempi rapidi la Banca per gli investimenti coinvolgendo Bankitalia e Cdp per gestire ed erogare direttamente incentivi e finanziamenti all’economia reale.

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