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Gli italiani resistono al Covid-19 ma sono scontenti di governo e regioni

La seconda ondata di Covid-19 indebolisce le speranze degli italiani di fronte alla pandemia, preoccupa il lavoro ma un cauto ottimismo resiste, seppur accompagnato da una critica netta verso Dpcm e gestione della pandemia da parte del governo. I dati del sondaggio di Swg

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Fondo Ristorazione. Le misure e le parole di Bellanova

Via libera dalla Conferenza Stato Regioni di oggi al Decreto attuativo Mipaaf sul ‘Fondo ristorazione’

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Corsa al vaccino antinfluenzale: è scontro tra Regioni e farmacie

È iniziata la corsa delle Regioni per l’approvvigionamento delle scorte. Ma le farmacie temono già di non riuscire a garantire il vaccino antinfluenzale a tutti i cittadini

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Scuola: i perché del fallimento del vertice Governo-Regioni

A meno di venti giorni dal suono della campanella si è tenuto l’incontro tra governo e Regioni per definire il rientro a scuola. Non si è però trovato un accordo definitivo. Ecco i motivi

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5G: il Governo blocca i sindaci contrari alle antenne

I sindaci non potranno più impedire attraverso ordinanze o altri provvedimenti l’installazione di antenne 5G sul loro territorio. La decisione è stata inserita nel decreto Semplificazioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 luglio scorso, modificando l’art. 8 della legge numero 36 del 22 febbraio 2001

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ccc Italia

Zaia, Toti, Musumeci: le pagelle dei presidenti di Regione

Uno studio di Noto Sondaggi indica i presidenti di Regione più popolari, ma c’è anche un altro dato significativo, che riguarda quelli che hanno accresciuto il loro consenso dal momento dell’elezione fino ad oggi (e quelli che lo hanno perso)

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Coronavirus, cosa hanno deciso le regioni sull’obbligo delle mascherine

Cos’hanno deciso la Lombardia e altre Regioni sull’obbligo delle mascherine per coprire naso e bocca fuori casa. Intanto Palazzo Chigi non ha una posizione chiara e attende segnali dall’Oms

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ccc Italia

Coronavirus, ecco come governo e Regioni stanno arginando il contagio

Le ordinanze delle Regioni con più contagiati e dell’esecutivo Conte 2 per evitare un’ampia diffusione del coronavirus, attualmente presente in 28 Stati nel mondo. In Italia al momento sono 11 i decessi, tutti fra persone con patologie pregresse

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ccc Italia

Bollo auto, Di Maio lo vuole abolire ma i conti non tornano

Senza la tassa di circolazione con ogni probabilità le regioni si vedrebbero costrette a tagliare la spesa e quindi i servizi ai cittadini o ad aumentare altri tributi.

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ccc Italia

End of waste, pdl della Lega per dare più autonomia alle Regioni

Testi depositati alla Camera dalla sottosegretaria Vannia Gava

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La classifica di gradimento dei Presidenti di Regione: i leghisti sul podio

Pubblicato dal Sole 24 Ore il governance poll dedicato al gradimento dei presidenti di regione.

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Come funziona il piano contro il dissesto idrogeologico del Governo

Piano da 11 miliardi di euro per interventi contro il dissesto idrogeologico, ecco dove andranno i fondi

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ccc Insider

Autonomia: ecco i testi di Lombardia, Veneto ed Emilia inviati al governo

Pubblichiamo su Policy Maker i testi inviati dalle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna al Ministero degli Affari Regionali per un’intesa che preveda maggiore autonomia, ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione italiana. Oggi il Consiglio dei Ministri sul tema

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ccc Insider

Chi vuole rendere Matteo Salvini insicuro

I Graffi di Damato

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ccc Italia

Che cosa si dice (e non si dice) nel governo sui ricorsi delle regioni contro il decreto sicurezza

I Graffi di Francesco Damato. Le Regioni ingrossano le fila della protesta contro la legge su sicurezza e immigrazione, ma la stampa (con poche eccezioni) non ne ha parlato.

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Regioni, ecco il progetto del governo sulle autonomie

Ecco tutte le impostazioni e le sensazioni che si raccolgono nel governo tra coloro che seguono agli Affari regionali il dossier “autonomie”

Non più una legge delega, ma una legge ordinaria. Non un modello unico, stile Veneto, per tutte le regioni. Sì, invece, a contrattazioni con le Regioni che hanno piani di autonomia già pronti e definiti. Consci che se non è arduo dare una cornice giuridica alle autonomie sarà molto più difficile tradurre in numeri – ovvero in costi standard e trasferimenti – gli accordi giuridici.

Sono queste le impostazioni e le sensazioni che si raccolgono nel governo tra coloro che seguono agli Affari regionali il dossier “autonomie”.

LEGGE ORDINARIA O LEGGE DELEGA?

L’ipotesi di una legge delega, dunque, è stata accantonata. Il motivo? I dubbi di molti costituzionalisti sul rispetto dell’articolo 116. Quindi avanti tutta con una legge ordinaria. Come dire: un’intesa comune è stata impossibile con tutte le regioni. Anche perché le singole regioni hanno chiesto competenze differenti.

LE PAROLE DEL MINISTRO STEFANI

Una conferma indiretta è arrivata ieri dal ministro degli Affari regionali, Erika Stefani (Lega): “Sono certa che i cinque stelle rispetteranno la volontà dei cittadini che per la Lombardia e il Veneto si sono espressi attraverso un referendum che è un sistema di democrazia partecipata nel quale i 5 stelle credono fortemente», ha detto Stefani a Venezia, in occasione del primo anniversario del referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto.

LA BENEDIZIONE DI SALVINI

In giornata è arrivata anche la «benedizione» di Matteo Salvini: «L’accordo sull’autonomia di Veneto e Lombardia andrà in una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri – ha confermato il leader della Lega e vicemistro -. Ho sentito Luca Zaia e sentirò Attilio Fontana. Conto che a Roma si discuta prestissimo del provvedimento attuativo sull’autonomia del Veneto, della Lombardia sicuramente e mi auguro anche dell’Emilia-Romagna».

IL PERCORSO DECISO

Una direzione di marcia diversa, comunque, rispetto a quella di alcune settimane fa. Quando si pensava a una legge delega con un passaggio in consiglio dei ministri già il 22 ottobre; passaggio che invece non c’è stato.

Quindi il modello Veneto cavalcato dalla Lega lascia spazio a un’operazione per singole regioni, con una sorta di contrattazione che riguarderà le singole regioni.

IL RUOLO DI BUFFAGNI (M5S)

Un’impostazione frutto della mediazione con i 5 Stelle? Da ricordare che a metà settembre il sottosegretario agli Affari regionali, Stefano Buffagni, esponente di spicco dei Pentastellati e vicinissimo a Luigi Di Maio, aveva detto: “La richiesta del Veneto di avere tutte le 23 materie previste dalla Costituzione è irrealizzabile”.

Tutto dipenderà, ora, anche dallo stato di avanzamento dei progetti delle Regioni. Si intavoleranno le trattative, si dice in ambienti dell’esecutivo, con quelle che hanno progetti e proposte di autonomia già definiti: in primi Veneto e Lombardia, ma anche Emilia Romagna, Liguria e Toscana.

LE STRADE AUTONOMISTE

Il percorso che dovrebbe portare – in teoria entro l’anno – alcune Regioni ad acquisire maggiore “indipendenza” è stato avviato anni fa e ha avuto il suo apice nei referendum proposti l’anno scorso in Lombardia e Veneto, entrambi vinti a larga maggioranza dagli autonomisti.

I referendum chiedevano di assegnare maggiori competenze alle Regioni interessate. La trattativa in corso con Roma si gioca tutta sul definire quali di queste competenze acquisire, e la partita è delicata perché ogni ambito porta con sé i finanziamenti.

CHE COSA STABILISCE LA COSTITUZIONE

La Costituzione stabilisce 20 materie concorrenti fra Stato e Regioni (rapporti internazionali e con l’Unione europea, commercio con l’estero, tutela e sicurezza del lavoro, istruzione, professioni, ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione, tutela della salute, alimentazione, ordinamento sportivo, protezione civile, governo del territorio, porti e aeroporti civili, grandi reti di trasporto e di navigazione, ordinamento della comunicazione, produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, previdenza complementare e integrativa, coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali e Casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale, Enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale).

Poi ci sono tre materie di competenza esclusiva dello Stato per cui le Regioni, se vogliono, possono chiedere “condizioni particolari di autonomia”. Parliamo di organizzazione della giustizia, limitatamente ai giudici di pace, norme generali sull’istruzione e Tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

LA STRADA LOMBARDA

La richiesta della Lombardia, formalizzata a luglio dalla giunta Fontana di centrodestra, prevede in sostanza che le venti materie concorrenti diventino competenza esclusiva della Regione. La proposta individua 11 macro aree, nelle quali sono racchiuse le quindici materie di cui si richiede la competenze. Sono: governo del territorio; grandi reti di trasporto e di navigazione; istruzione; ordinamento sportivo; porti e aeroporti civili; rapporti internazionali con l’UE e commercio con l’estero; ricerca scientifica e tecnologica; tutela dell’ambiente; tutela della Salute; tutela e valorizzazione dei beni culturali; welfare. La proposta deve passare il vaglio del Ministero degli Affari Regionali e di quello dell’Economia.

LA STRADA VENETA

Luca Zaia, governatore leghista del Veneto, ha invece scelto una strada più radicale. Venezia vuole il trasferimento di tutte le 23 competenze. Con entrambe le regioni sono stati avviati i tavoli tecnici su vari temi, dall’istruzione, al lavoro, alla protezione civile. I temi, essendo legati alle coperture finanziarie, sono delicatissimi. Due fra i nodi da sciogliere più difficili, come ha sottolineato il sottosegretario agli Affari regionali Stefano Buffagni (M5S): la compartecipazione all’Irpef e la quantificazione del personale che dovrà svolgere le nuove funzioni».

LO SCENARIO

Tutto dipenderà, ora, anche dallo stato di avanzamento dei progetti delle Regioni. Si intavoleranno le trattative, si dice in ambienti dell’esecutivo, con quelle che hanno progetti e proposte di autonomia già definiti: in primi Veneto e Lombardia, ma anche Emilia Romagna, Liguria e Toscana.

Michele Arnese 

(ha collaborato Lorenzo Bernardi)

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