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E-cig, Anafe al governo: no ad aumenti di tassazione in manovra

Sull’ipotesi di aumento di tasse per le e-cig il presidente Roccatti ha sottolineato che il rischio è l’incremento del mercato illecito e un ritorno dei consumatori alle sigarette

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ccc Italia

Tasse, giochi, tabacco: perché la manovra è sbagliata. Parla Capezzone

Tutti i dubbi sulla manovra del governo giallorosso del commentatore del quotidiano “La Verità”, Daniele Capezzone, intervistato da Policymaker

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ccc Italia

Manovra, ecco chi pagherà i 5 miliardi di tasse nascoste

A fare i conti dei nuovi balzelli è stato il Sole 24 ore che, nel totale dei 5 miliardi, inserisce anche i cambi di rotta sulla flat tax per le partite Iva, con l’addio al forfait al 15% per i compensi fino a 65mila euro e l’introduzione del regime analitico

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ccc Fact Checking

Stangata in arrivo. Per Unimpresa nei prossimi 3 anni verseremo al fisco 65 mld

Analisi del Centro studi dell’associazione. Le entrate nelle casse dello Stato passeranno da 827 mld del 2019 a 893 del 2022.

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ccc Italia

Italiani tartassati, quasi metà dello stipendio se ne va in tasse

L’Ocse avverte: nel 2018 il cuneo fiscale è salito al 47,9%. Nelle famiglie monoreddito si attesta al 39,1% a fronte di una media nei Paesi dell’organizzazione del 26,6%

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ccc Italia

Amazon e Google tremano. Arriva la web tax anche in Italia

Dopo la Francia anche il nostro paese è pronto a varare la sua imposta contro i giganti digitali. Anticipando l’Europa che non ha mai dato seguito agli annunci

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ccc Fact Checking

Ecco perché l’Italia può recuperare l’Ici dalla Chiesa

Secondo le stime dell’Anci la cifra si aggirerebbe attorno ai 4-5 miliardi di euro, circa 600-800 milioni annui.

Lo Stato italiano deve recuperare l’Ici non pagata dalla Chiesa. Lo hanno stabilito i giudici della Corte di giustizia dell’Unione europea, annullando la decisione della Commissione del 2012 e la sentenza del Tribunale Ue del 2016 sulla base delle quali veniva sancita “l’impossibilità di recupero dell’aiuto a causa di difficoltà organizzative” nei confronti degli enti non commerciali, come scuole, cliniche e alberghi. I giudici hanno ritenuto, infatti, che tali circostanze costituiscano solo “difficoltà interne” dell’Italia.

COME NASCE LA DECISIONE

Con decisione del 19 dicembre 2012, la Commissione ha dichiarato che l’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili (“ICI”) concessa dall’Italia agli enti non commerciali (come gli istituti scolastici o religiosi) che svolgevano, negli immobili in loro possesso, determinate attività (quali le attività scolastiche o alberghiere) costituiva un aiuto di Stato illegale. La Commissione non ne ha tuttavia ordinato il recupero, ritenendolo assolutamente impossibile. E ha affermato, che l’esenzione fiscale prevista dal nuovo regime italiano dell’imposta municipale unica (Imu), applicabile in Italia dal 1° gennaio 2012, non costituiva un aiuto di Stato. L’istituto d’insegnamento privato Scuola Elementare Maria Montessori e Pietro Ferracci, proprietario di un “bed & breakfast”, avevano chiesto al Tribunale dell’Unione europea di annullare tale decisione lamentando, in particolare, una situazione di svantaggio concorrenziale rispetto agli enti ecclesiastici o religiosi situati nelle immediate vicinanze che esercitavano attività simili alle loro e potevano beneficiare delle esenzioni fiscali. Bruxelles, dal canto suo, ha obiettato che né la Scuola Montessori né Ferracci soddisfacevano le condizioni per rivolgersi ai giudici dell’Unione, previste dall’articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Tanto che, con sentenze del 15 settembre 2016, il Tribunale aveva dichiarato i ricorsi ricevibili, ma li aveva respinti in quanto infondati.

LA SENTENZA DI OGGI

Da qui nascono le impugnazioni della Scuola Montessori e della Commissione Ue. Con la sentenza di oggi, la Corte di giustizia ha di fatto esaminato per la prima volta la questione della ricevibilità – sulla base dell’articolo 263, quarto comma, terza parte di frase, TFUE – dei ricorsi diretti proposti dai beneficiari di un regime di aiuti di Stato contro la decisione dell’esecutivo Ue e dell’aiuto di Stato. Sul merito della causa, la Corte ha ricordato che l’adozione dell’ordine di recupero di un aiuto illegale “è la logica e normale conseguenza dell’accertamento della sua illegalità”. Ma che è altrettanto vero però che la Commissione “non può imporre il recupero dell’aiuto qualora ciò sia in contrasto con un principio generale del diritto dell’Unione”, come quello secondo cui “ad impossibilia nemo tenetur” (“nessuno è tenuto all’impossibile”). Tuttavia, la Corte ha sottolineato che un recupero di aiuti illegali può essere considerato, in maniera obiettiva e assoluta, impossibile da realizzare unicamente quando la Commissione accerti, dopo un esame minuzioso, che sono soddisfatte due condizioni, vale a dire, da un lato, l’esistenza delle difficoltà addotte dallo Stato membro interessato e, dall’altro, l’assenza di modalità alternative di recupero. Nel caso di specie, quindi, la Commissione non poteva riscontrare l’impossibilità assoluta di recuperare gli aiuti illegali limitandosi a rilevare che era impossibile ottenere le informazioni necessarie per il recupero di tali aiuti attraverso le banche dati catastali e fiscali italiane, ma avrebbe dovuto anche esaminare se esistessero modalità alternative che ne consentissero un recupero, anche solo parziale. In mancanza di un’analisi siffatta, la Commissione non ha dimostrato l’impossibilità assoluta di recupero dell’ICI. Per tale ragione, la Corte ha annullato la sentenza del Tribunale nella parte in cui convalidava la decisione della Commissione di non ordinare il recupero dell’aiuto illegale concesso con l’esenzione dall’ICI e annulla, di conseguenza, la decisione della Commissione. La Corte ritiene, inoltre, che il Tribunale non abbia commesso errori di diritto dichiarando che l’esenzione dall’IMU, che non si estendeva ai servizi didattici forniti dietro remunerazione, non si applicava ad attività economiche e non poteva pertanto essere considerata un aiuto di Stato. A tale riguardo, la Corte richiama la propria giurisprudenza secondo cui le esenzioni fiscali in materia immobiliare possono costituire aiuti di Stato vietati se e nei limiti in cui le attività svolte nei locali in questione siano attività economiche.

LE STIME PARLANO DI 4-5 MILIARDI DA RECUPERARE

Nel 2010 anche l’Antitrust dell’Unione aveva aperto un’indagine a seguito di una serie di denunce, tra cui quella presentata dalla scuola Montessori. Affermando che il sistema italiano di esenzioni all’Ici concesse a enti non commerciali per scopi specifici tra il 2006 e il 2011 era incompatibile con le regole Ue sugli aiuti di Stato, in quanto conferiva di fatto un vantaggio selettivo alle attività commerciali svolte negli immobili di proprietà della Chiesa. Nel 2012, il governo Monti decise di abbandonare l’Ici per l’Imu introducendo esenzioni per gli immobili della Chiesa dove non venivano svolte attività economiche. In quell’occasione, la Commissione europea riconobbe all’Italia le ragioni sulla “assoluta impossibilità” di recuperare il dovuto per il 2006-2011, che stando alle stime dell’Anci, sarebbe stato pari a circa 4-5 miliardi di euro, circa 600-800 milioni annui.

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ccc Insider

Manovra, ecco la bozza del provvedimento

Sterilizzazione clausole salvaguardia Iva e accise, sterilizzazione aumento accise carburanti, modifica al regime forfettario (Minimi) ‐ Estensione del “regime forfetario”. E ancora: Cedolare secca sul reddito da locazione di immobili ad uso commerciale, Proroga incentivo occupazione Mezzogiorno per le annualità 2019 e 2020, risorse per la riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie, misure per accelerare gli investimenti pubblici, disposizioni in materia di giochi ‐ Prelievo erariale unico sugli apparecchi da divertimento (PREU); disposizioni in materia di tassazione dei tabacchi lavorati; disposizioni in materia di tabacchi lavorati, uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G (Banda larga). Sono alcune delle norme contenute nella bozza della Manovra che Policy Maker è in grado di anticipare integralmente (qui il testo integrale)

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ccc Fact Checking

Oltre le paturnie di Di Maio, qualche verità su pace fiscale e condoni

In Italia si condona, ma non si affronta il vero problema: non si abbassano mai le tasse. L’articolo di Roberto Penna per Atlantico Quotidiano

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