ccc Dal mondo

Budget, Green deal e Difesa. Novità e tensioni nei palazzi europei

Che cosa si discute e si agita tra Commissione di Bruxelles e Parlamento Ue nel Taccuino europeo di Andrea Mainardi

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Tutti i salti all’ostacolo di Giuseppe Conte per chiudere il 2019

È iniziato l’ultimo mese dell’anno, ma difficilmente Giuseppe Conte riuscirà a fare il miracolo di Natale e a migliorare questo 2019. I graffi di Damato

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Come il professore Alpa bacchetta l’ex allievo Giuseppe Conte

I graffi di Francesco Damato sulle dichiarazioni (poco gradite a Conte) del professore e avvocato Guido Alpa sulla questione della prescrizione

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Come e perchè Conte palleggia anche con l’acciaio dell’Ilva di Taranto

I graffi di Francesco Damato sull’atteggiamento del Premier Giuseppe Conte nella vicenda dell’ex Ilva di Taranto

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Privacy, Green Deal e lettere agli Stati. Cosa si fa nei Palazzi europei

Non solo lettere della Commissione europea con rilievi agli Stati sui conti pubblici nel Taccuino europeo a cura di Andrea Mainardi 

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ccc Insider

Come saranno distribuite le deleghe alla Presidenza del Consiglio

Attorno a Riccardo Fraccaro le novità più importanti delle deleghe: avrà la delega al Cipe ma niente riforme istituzionali, saranno di competenza del ministro D’Incà

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ccc Italia

Cosa sta succedendo dopo gli scazzi fra Conte e Salvini e le dimissioni del premier

Il punto del notista politica Francesco Damato

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ccc Italia

Come Mattarella guarda alla crisi del Governo (a distanza)

I graffi di Damato

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Crisi o non crisi?

I Graffi di Damato

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Vi racconto tutte le mosse di un inedito Conte (vicino al M5S)

I graffi di Francesco Damato 

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Conte, Di Battista, Salvini: ecco i bisticci tra M5S e Lega sul caso Siri

I graffi di Francesco Damato

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La crocifissione di Armando Siri per mano di Conte

I graffi di Francesco Damato

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Manovra. Tutte le mosse di Mattarella, Fico, Tria, Di Maio, Salvini e Tria

I Graffi di Damato su come le istituzioni, a partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno affrontato la manovra del governo

E’ francamente difficile non riconoscersi in qualche modo nel gesto scaramantico delle corna attribuito da Emilio Giannelli, sulla prima pagina del Corriere della Sera, nel brindisi di Capodanno ai due uomini più rappresentativi del governo in carica. Che sovrastano e di parecchio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, specie dopo la sua prestazione -tra gaffe, errori e successive precisazioni o smentite- nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.

I vice presidenti grillino e leghista del Consiglio Luigi Di Maio e Matteo Salvini, in ordine rigorosamente alfabetico, avrebbero ottime ragioni per ricorrere a quel gesto delle corna pensando l’uno all’altro nell’incipiente 2019, quando verranno inesorabilmente al pettine su tutti i piani – politico, elettorale e personale – i nodi della legge di bilancio approvata in terza e bruciante lettura alla Camera con 247 deputati assenti su 630. E promulgata in modo altrettanto bruciante dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella guadagnandosi l’applauso del Fatto Quotidiano, con due righe di titolo sopra la testata, per non avere ceduto alla tentazione di assumere “la guida dell’opposizione”. Così avrebbe fatto il capo dello Stato se avesse raccolto ansie, timori, proteste e quant’altro. E così invece avrebbe fatto, nella logica di quel giornale, il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano apprezzando pubblicamente nei giorni scorsi il duro discorso pronunciato al Senato da Emma Bonino, ed anche quello successivo -si deve ritenere- dell’ex presidente del Consiglio Mario Monti, sulle Camere “esautorate” con le procedure adottate per l’esame appunto del bilancio, e per la sua approvazione.

Anche a consolazione di Monti e Bonino, che pure ne avevano apprezzato originariamente l’annuncio della pur tardiva apertura di una trattativa con la Commissione Europea per ridurre il deficit dal 2,4 per cento del pil festeggiato da Di Maio sul balcone di Palazzo Chigi e bocciato a Bruxelles, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha attribuito al bilancio così avventurosamente approvato dalle Camere il merito di avere risparmiato all’Italia, “un commissariamento dai cinque ai sette anni”. Ma contemporaneamente da Bruxelles e dintorni è stato annunciato che i conti italiani continuano ad essere “vigilati” e che l’intesa raggiunta per evitare la procedura d’infrazione ha riguardato numeri e saldi, non il contenuto delle misure che il governo deve peraltro ancora prendere per tradurre in “fatti”, pur già vantati da Di Maio, il cosiddetto reddito di cittadinanza e l’accesso anticipato alla pensione. La vicenda, quindi, è tutt’altro che chiara e conclusa.

Il presidente grillino della Camera, Roberto Fico, che ha avuto pietà, diciamo così, delle opposizioni difendendole almeno dall’attacco mosse loro dal blog del suo movimento di avere praticato del terrorismo politico contro il governo e la sua legge di bilancio, ha cercato di fornire un altro elemento di consolazione ai vari Monti e Bonino. A cose ormai fatte, mentre Mattarella già smaltiva al Quirinale la pratica della promulgazione del bilancio, Fico dal suo ufficio di Montecitorio, in barba scura e in maniche di camicia bianca, ha spiegato che era stato appena evitato il ricorso al cosiddetto esercizio provvisorio. Che pure è regolarmente previsto e regolato dalla Costituzione. E fior di costituzionalisti ed economisti, fra i quali il mancato presidente del Consiglio Carlo Cottarelli, prevedendolo della durata necessaria, e perciò limitata, ad un completo e vero esame del bilancio in Parlamento, avevano dichiarato di preferire a ciò che invece è accaduto.

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Terzo settore: cosa prevede la norma Ires (che cambierà a gennaio)

Mea culpa da Conte, Di Maio e Salvini: Intervento a gennaio per modificare la norma

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Ecco chi c’è dietro la comunicazione del governo gialloverde

Tutti i nomi dei responsabili dei rapporti con i media dell’esecutivo. Tra loro molti giornalisti

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ccc Italia

Che cosa succede tra Quirinale e Palazzo Chigi?

Il commento di Francesco Damato sulle tensioni fra Governo Conte e Mattarella

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