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L’Autorità energia dice no ad aumenti in bolletta per sostenere Alitalia

Evitare utilizzo oneri generali bollette per finalità non energetiche, rischio ripercussioni su famiglie e imprese. Pubblichiamo la segnalazione di Arera al Governo e Parlamento riguardo il salvataggio di Alitalia

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I lavori delle Commissioni della Camera della settimana: Codice rosso, Regeni, 5G e Alitalia

Di seguito proponiamo gli appuntamenti più significativi delle Commissioni permanenti della Camera dei Deputati nella settimana 25 – 31 Marzo:

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Sblocca cantieri, via della seta, 5G i nodi da sciogliere del Governo

Non sono pochi i nodi sul tavolo del governo Conte, alcuni dei quali proverà a sciogliere nel pomeriggio il Consiglio dei ministri alla vigilia della visita di Stato in Italia del presidente cinese Xi Jinping. Snodi importanti per un esecutivo che si regge su un equilibrio delicato tra Lega e M5S, oggi pure alle prese con le polemiche per l’arresto di Marcello De Vito, presidente del consiglio comunale capitolino, accusato di aver preso tangenti dai costruttori Parnasi, Toti e Statuto per il nuovo stadio della Roma.

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Alitalia, per Giuricin vecchie soluzioni senza sorprese

Alitalia, la trattativa è solo all’inizio: solo da qualche ora si sono incontrati a Londra le parti in causa, Ferrovie dello Stato, Delta e Easyjet in qualità di partner potenziali dell’operazione, che si preannuncia tutt’altro che semplice. E dietro nuove formule, per il Professor Andrea Giuricin, esperto di Trasporti che insegna all’Università Bicocca di Milano, si nasconderebbero vecchie soluzioni.

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Alitalia, governo pronto a intervenire con il Mef

Pronta la “Nuova Alitalia”. Cda delle Fs, Delta-Easyjet possibile partner

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Per i tecnici del Senato occorre “approfondire” il prestito Alitalia su risorse Csea

Chiarire se l’utilizzo dei fondi della Cassa per i servizi energetici ambientali “possa compromettere le finalità a cui le risorse medesime sono destinate a legislazione vigente

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Bonomi (Assolombarda) bacchetta Di Maio e Salvini su manovra, Alitalia e pensioni

Non le ha mandate a dire Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, al governo gialloverde.

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Alitalia, le Fondazioni di Cdp premono su Tria per azzoppare il piano di Di Maio

Perchè Cdp non può entrare in Alitalia? Nelle ultime ore c’è subbuglio tra coloro che detengono parte del capitale di Cassa Depositi e Prestiti che premono sul titolare del Mef, affinché il piano del vicepremier non decolli

Nelle ultime ore, dopo l’intervista di Luigi Di Maio, a Il Sole 24 ore – che esponeva il piano per il salvataggio, o rilancio come ha detto il leader grillino, di Alitalia – le fondazioni bancarie che compongono parte del capitale di Cassa Depositi e Prestiti sono in un vero e proprio subbuglio.

LO STATUTO CDP VIETA DI ENTRARE IN OPERAZIONI RIGUARDANTI SOCIETÀ CHE NON GODONO DI BUONA SALUTE

Le fondazioni bancarie non se la sentono di prendere in mano un dossier che è destinato a fallire sicuramente. Anche perché, come spesso ricordato, lo Statuto di Cassa Depositi e Prestiti prevede espressamente che la Cassa non possa entrare in operazioni riguardanti società che non godono di buona salute. Recita infatti l’articolo 3 punto D dello Statuto di Cassa Depositi e Prestiti sull’oggetto sociale di Cdp, che l’ente può assumere partecipazioni anche indirette “in società di rilevante interesse nazionale – che risultino in una stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività – che possiedono i requisiti previsti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 5, comma 8 bis, del decreto legge”.

LE FONDAZIONI BANCARIE SONO RILUTTANTI ALL’IPOTESI ALITALIA

Il nervosismo di Tria è causato non solo dal contropiede di Di Maio che ha annunciato urbi et orbi il suo piano di “rilancio” ponendo il MEF come attore principale ma anche dal fatto che gli azionisti che compongono quasi il 16% di CDP, le fondazioni bancarie sono riluttanti a questa ipotesi e premono sul titolare di Via XX Settembre perché il piano della newco di Alitalia non veda la luce. Quanto meno a queste condizioni. Se poi aggiungiamo che ogni qualvolta si crea motivo di tensione tra Tria e il Movimento 5 Stelle parte la serie di dichiarazioni dei grillini che invitano Tria a dimettersi se non segue la linea, si capisce bene che lo scontro su Alitalia, Cdp e ruolo di quest’ultima può lasciare il segno.

DIMISSIONI DI TRIA SUL CASO ALITALIA?

Non è stato così sulla Manovra – sulla quale Tria ha spinto senza successo per tenere l’argine del rapporto deficit/pil all’1,6% -, non è stato così sulla nomina degli stessi vertici di CDP (Tria preferiva a Palermo, l’attuale vice presidente della Bei, Dario Scannapieco), ma questa volta si potrebbe oltrepassare il confine e potremmo assistere alle dimissioni di Tria che si è detto sfiduciato e stanco secondo i bene informati, che lo hanno incontrato a Bali in occasione del meeting annuale del Fondo Monetario Internazionale.

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Fs interessata ad Alitalia. Ma sul ruolo del Mef Tria taglia corto

Se l’operazione andasse in porto si potrebbe creare un polo integrato nel trasporto attivo su gomma, rotaia e aria

Le Ferrovie scendono in pista per l’Alitalia. Malgrado nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti, avesse smorzato i toni e parlato di focus sul core business, il trasporto ferroviario, escludendo l’intervento in Alitalia a distanza di poche ore è arrivato il cambio di programma dopo le affermazioni dal vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.

LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE DI FS

Fs ha presentato, infatti, la manifestazione di interesse con una breve nota precisando che “tale manifestazione, necessaria per analizzare al meglio il dossier relativo all’azienda, non è in questa fase vincolante”. Una mossa di natura evidentemente politica, visto che dal punto di vista industriale la società di trasporto deve assimilare l’incorporazione di Anas voluta dal governo Renzi e che invece l’attuale esecutivo parrebbe non voler portare avanti

LO STATO CON UN RUOLO NON SUPERIORE AL 15-20%

Ma che ruolo avrà Fs nel capitale di Alitalia, vettore in crisi da decenni? “Non immaginiamo uno Stato con una quota superiore al 15-20%: staremo in linea con le partecipazioni che hanno altri Stati europei”, ha dichiarato il sottosegretario ai Trasporti Armando Siri interpellato dall’agenzia di stampa Ansa, escludendo l’idea di arrivare al 51% come indicato in passato dal ministro Toninelli. “Potremo stare tra il 15-20%, l’importante è che ci sia un piano industriale sostenibile che dia prospettive per il futuro: non vogliamo soluzioni posticce, ma una soluzione seria e industriale”.

TRIA TAGLIA CORTO SU UN EVENTUALE RUOLO DEL MEF

Il progetto complessivo del governo, impostato in prima battuta dal vicepremier Di Maio, vedrebbe anche il Mef entrare direttamente in scena per salvare la compagnia di bandiera. Ma questa mattina il titolare del dicastero delle Finanze, Giovanni Tria, ha preso le distanze tagliando corto sulla questione. “Penso che delle cose che fa il Tesoro ne debba parlare il ministro dell’Economia e io non ne ho parlato”.Def

DI MAIO: IL PIANO PER ALITALIA È SOSTENUTO DAL CAPO DEL GOVERNO E DA TUTTE E DUE LE FORZE POLITICHE DI MAGGIORANZA

In post su Facebook Di Maio ha invece ribadito che “adesso inizia il percorso che può portarci al 31 ottobre con altri partner industriali che faranno di nuovo grande Alitalia, senza sprechi e senza sperpero di soldi degli italiani, e lo Stato ci sarà con parte del prestito ponte”. Ma soprattutto, Di Maio ha sottolineato che questa è la linea del governo e della maggioranza gialloverde. “Il piano per Alitalia – ha scritto nel post – è sostenuto dal capo del Governo e da tutte e due le forze politiche di maggioranza che lavorano ad un atto di indirizzo al Governo per rafforzare la linea del contratto per il Governo del cambiamento”. “Da oggi potrebbe nascere il primo gruppo al mondo di trasporto integrato gomma-ferro-aria. Su Alitalia l’Esecutivo ha le idee chiare. Il nostro obiettivo non è di “salvare” la compagnia ma di rilanciarla “affinché torni ad essere grande. Salvaguarderemo i livelli occupazionali ma, soprattutto, realizzeremo una politica turistica integrata per l’Italia. Ci sono milioni di turisti in ogni parte del globo che aspettano solo di conoscere il paese più bello del mondo. Andiamo a prenderceli!”, ha sottolineato.

CONTE: DI MAIO STA FACENDO UN OTTIMO LAVORO PER IL RILANCIO DI ALITALIA

Linea che era stata confermata anche dallo stesso premier in mattinata. “So che il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico – ha detto Conte – sta facendo un ottimo lavoro per il rilancio di Alitalia: creare una partnership tra Fs e uno o più aziende partecipate dello Stato va in questa direzione”.

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Alitalia. Il governo Conte conferma la cassa integrazione

Il governo Conte si appresta a confermare la cassa integrazione straordinaria (Cigs) per i lavoratori di Alitalia. Ecco tutti i dettagli sulla richiesta della compagnia e sulle attese dei lavoratori, con le intenzioni del governo.

LA RICHIESTA DI ALITALIA E I DIPENDENTI INTERESSATI

Tutto nasce dalla mossa di Alitalia: la compagnia aerea ha rinnovato la richiesta di cassa integrazione straordinaria in vista della scadenza dell’attuale Cigs fissata al 31 ottobre prossimo. La nuova richiesta avanzata ai sindacati riguarda 1.570 lavoratori, meno dei 1.680 della Cigs in corso. Nello specifico, la richiesta di nuova Cigs riguarda 950 dipendenti su terra, 100 piloti, 100 comandanti e 420 assistenti di volo.

LA TEMPISTICA DELLA PROCEDURA

La nuova Cigs dovrebbe quindi partire il primo novembre fino al 23 marzo del 2019. Al momento non è stata ancora fissata nessuna convocazione al ministero del Lavoro sull’avvio della procedura della nuova Cigs.

LA NOTIZIA DEL SOLE SULLA PROROGA DELLA CIGS

Per Alitalia è in arrivo la proroga fino al 23 marzo 2019 della casa integrazione straordinaria in scadenza il 31 ottobre, scrive oggi il Sole 24 Ore.

IL PROSSIMO INCONTRO CON I SINDACATI

Sulla richiesta dell’azienda partirà a breve il confronto con i sindacati e le associazioni professionali. Che, ha annunciato il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, saranno convocati il 12 ottobre al ministero.

LE RICHIESTE SINDACALI

«Speriamo sia la positiva risposta al grido d’allarme che abbiamo lanciato – dice Stefano De Carlo (Fnta) – e che arrivino risposte concrete dal governo per dare una prospettiva futura ad Alitalia e consolidare i miglioramenti effettuati sul fronte dei conti». Secondo quanto riportato dal quotidiano di Confindustria, ci sarebbe preoccupazione in vista della scadenza di fine mese per la vendita di Alitalia e del termine del 15 dicembre per la restituzione del prestito ponte da 900 milioni (circa un miliardo con gli interessi), anche se il ministro Danilo Toninelli (Mit) è fiducioso che il dossier «verrà chiuso entro ottobre».

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