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Commissione Ue, chi è Mario Nava nuovo dg per le Riforme

All’economista milanese, che a settembre 2018 si è dimesso dalla presidenza della Consob, un nuovo incarico dopo 26 anni di lavoro a Bruxelles

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Budget, Social, Nutriscore e non solo. Tutti i subbugli nei palazzi europei

Di che cosa si discute fra Bruxelles e Strasburgo. Il Taccuino europeo di Andrea Mainardi

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ccc Insider

Come si divide M5S su Ursula e non solo

I Graffi di Damato sui pentastellati che non solo hanno perso la loro centralità ma si sono spaccati e dispersi nella votazione alla commissione Ue presieduta da Ursula von der Leyen

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ccc Insider

Gioie e turbamenti di Conte

I Graffi di Damato sulla festa per la fiducia del governo Conte guastata dalle decisioni della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: assegnati gli affari economici a Paolo Gentiloni ma con qualche precisazione

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ccc Insider

I grillini e Conte consentono elezione di von der Leyen. Nulla sarà come prima

Il commento di Pepito Sbazzeguti sul ribaltamento con il premier Conte e i 5 Stelle che entrano nell’establishment europeo e i vincitori delle europee in Italia che vengono marginalizzati con zero tituli

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ccc Dal mondo

Brexit, clima e Salario minimo: il discorso di von der Leyen al parlamento europeo

Ecco i punti salienti del discorso di Ursula von der Leyen, candidata alla presidenza della Commissione europea, tenuto nell’aula di Strasburgo. Il voto è previsto per le ore 18

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ccc Dal mondo

Ecco la lettera della Commissione Ue: pochi progressi sul debito

Arriva la lettera della Commissione Ue all’Italia. Risposta governo entro venerdì, possibile richiesta manovra correttiva

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ccc Italia

Perché è presto per parlare di manovra bis, secondo Amitrano (5 Stelle)

Il deputato M5S spiega: ipotesi manovra correttiva non è percorribile a breve. Occorre vedere gli effetti del reddito di cittadinanza e di quota 100. Importante è l’obbligo di spesa

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ccc Italia

Crescita bassa? Centemero (Lega): Ue fa proiezioni politiche

Il deputato leghista Giulio Centemero: Italia in un momento di discontinuità ma da Bruxelles stime strettamente politiche. Agire con fiducia e spingere su manifatturiero, investimenti e semplificazioni

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ccc Italia

4,4 miliardi nel 2017, quanto è costato all’Italia stare nell’Ue

Dalla Relazione annuale della Corte dei Conti sui rapporti finanziari tra l’Italia e l’Unione europea emergono debolezze e inefficienze nella fase intermedia della programmazione

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ccc Insider

Cosa si pensa e si dice a Palazzo Chigi dopo la bocciatura europea

I Graffi di Damato

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ccc Insider

Che cosa sta succedendo al governo con Bruxelles

I graffi di Damato

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ccc Italia

Manovra, la risposta del Governo alla Commissione europea

Ecco il testo della lettera a firma del ministro dell’Economia Giovanni Tria indirizzata al vice presidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis e al commissario per gli Affari economici Pierre Moscovici, di accompagnamento al nuovo testo del Documento programmatico di bilancio

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ccc Dal mondo

Paradise Papers: Ue interviene su agevolazioni fiscali per yacht e aerei di Italia e Gb

Secondo Bruxelles, misure di questo tipo “possono creare gravi distorsioni della concorrenza”

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ccc Italia

Ecco la lettera dell’Europa contro la manovra del governo

La manovra italiana presenta una deviazione “senza precedenti” nella storia del Patto di Stabilità e Crescita. Non lascia dubbi sul pensiero della Commissione Ue la lettera inviata dal vicepresidente della  Commissione, Valdis Dombrovskis, e dal commissario agli Affari  economici, Pierre Moscovici, al ministro dell’Economia,  Giovanni Tria. La decisione del governo italiano di pianificare “un’espansione fiscale vicina al 1% di Pil” e “una deviazione dagli obiettivi pari all’1,5%” non hanno riscontro, si legge nella lettera. Viene evidenziato, inoltre un “non rispetto particolarmente serio con gli obblighi del Patto” e chiede al Governo di dare una risposta ai rilievi entro lunedì 22 ottobre a mezzogiorno per rispondere. Qui il testo completo della lettera.

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ccc Dal mondo

Come i Palazzi europei si dividono sulla web tax

Sulla web tax la confusione regna sovrana anche nell’Unione europea. L’ultima novità? Il Consiglio europeo contro la Commissione di Bruxelles.

Strano ma vero: l’ufficio legale del Consiglio l’8 ottobre ha fatto le bucce all’impostazione dettata dal governo europeo sulla digital tax.

Eppure – si nota in ambienti governativi che seguono il dossier – se non si escogita una tassazione europea del mondo digitale, i singoli Stati membri dell’Unione difficilmente resisteranno alla tentazione di far da sé, magari per punire o agevolare i grandi gruppi.

Certo, la concorrenza fiscale può essere utile anche in questo settore, ma su queste materie meglio andare in ordine sparso o con regole comuni?

Ma vediamo che cosa è successo.

COS’È LA DIGITAL TAX

La Commissione di Bruxelles ha proposto l’introduzione di una digital tax, una tassa che vada a colpire i profitti dei colossi del web. In sostanza, si tratta di imporre a Google, Amazon, Apple (ma anche a qualunque azienda che operi online) un balzello sui profitti, nello Stato in cui essi vengono generati. Attualmente non è così, e i colossi dell’IT pagano le tasse soltanto nei Paesi in cui hanno la sede legale. Per esempio, nel caso di Google e Apple, in Irlanda (che pur di accaparrarsi la sede europea di Mountain View ha adottato un regime fiscale decisamente favorevole ai giganti della Silicon Valley).

IL CAOS LEGISLATIVO EUROPEO

Attualmente in Europa regna il caos: ciascuno Stato regolamenta il regime fiscale delle imprese digitali per conto proprio. Dieci hanno già legiferato, altri si apprestano a farlo e Bruxelles pare decisa a introdurre una regola comune per tutti i Ventisette, per non compromettere la concorrenza e per evitare distorsioni, come ad esempio quella irlandese. L’introduzione di una digital tax rischia di scontentare i big del web. L’esecutivo europeo ha proposto un misura per cui le imprese digitali paghino il 3% delle entrate agli Stati in cui si generano gli utili. La palla è passata quindi al Consiglio dell’Unione Europea, e qui la questione pare essersi arenata su una questione giuridica.

IL PARERE DELL’UFFICIO LEGALE DEL CONSIGLIO

L’ufficio legale del Consiglio negli scorsi giorni ha espresso un parere sulle basi giuridiche della proposta della Commissione e sulla legittimità del provvedimento stesso. Il Consiglio (costituito dai rappresentanti dei governi degli Stati membri) non ha sollevato obiezioni rispetto agli intenti della misura, riconoscendo che essa introdurrebbe “un sistema armonizzato” e rimpiazzerebbe “misure divergenti assunte unilateralmente dai singoli stati” che potrebbero compromettere il regime di concorrenza. Tuttavia, il Consiglio non concorda con le Commissione sugli strumenti messi in atto per introdurre la digital tax.

I principali nodi da sciogliere sono due: la configurazione come “imposta indiretta” della digital tax e potenziali contrasti con i trattati internazionali in merito alla doppia tassazione. Ovvero il fatto che le aziende vedrebbero i propri utili tassati due volte: nel paese dove si generano i profitti e nei paesi in cui le compagnie hanno la sede. La Commissione considera la tassa digitale un’imposta indiretta e dunque ne ha inquadrato l’ordinamento sotto l’articolo 113 del Trattato dell’Unione Europea, quello che regola specificamente accise e tasse dirette o indirette.

(per gli approfondimenti tecnici, si può leggere l’articolo di Start Magazine)

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