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Codice unico dello spettacolo e nuovo fus nella delega su semplificazione

Previsto un Codice unico dello spettacolo, nuove modalità per assegnazione Fus e superamento definitivo degli animali nei circhi nel ddl deleghe al Governo in materia di semplificazione

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Crescita bassa? Centemero (Lega): Ue fa proiezioni politiche

Il deputato leghista Giulio Centemero: Italia in un momento di discontinuità ma da Bruxelles stime strettamente politiche. Agire con fiducia e spingere su manifatturiero, investimenti e semplificazioni

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L’Agcom verso le elezioni europee: aggiornare par condicio ai social

L’Agcom ribadisce l’assenza di norme che regolino la par condicio online e chiede l’intervento del Governo in vista delle elezioni europee di maggio

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Reddito di cittadinanza, la più grande politica sociale degli ultimi 30 anni. Secondo Tridico

L’ideatore del Reddito di cittadinanza spiega perché il provvedimento riuscirà ad attivare il mercato del lavoro e a contrastare la povertà fornendo anche un notevole impatto macroeconomico

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Partecipate: gli affidamenti diretti piacciono di più

Dalla ricognizione della Corte dei Conti emerge come gli affidamenti diretti rappresentino ancora la modalità prevalente nella selezione degli operatori per i servizi pubblici locali. Nonostante la (presunta) rigidità dei presupposti per derogare alle regole del mercato e della concorrenza

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Il 2019 del governo tra Riforme, Quota 100 e Reddito di cittadinanza

L’agenda del governo è fitta di impegni. Attesi anche i provvedimenti sulla legittima difesa, la chiusura domenicale e la decisione sulla Tav

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Manovra. Ecco il testo del maxi emendamento del Governo

Dopo giorni di annunci, rinvii, attese e polemiche, ecco il testo del maxi emendamento del Governo, che sarà presentato alle 14 di oggi al Senato, a meno di ulteriori rinvii. L’ipotesi più probabile è che venga posta la questione di fiducia, e che la stessa venga poi votata alle 20.30.

Il maxi emendamento recepisce l’accordo del Governo Conte con l’europa, dopo la bocciatura della precedente manovra ed il rischio della procedura di infrazione.

Il testo del maxi emendamento

Sono numerosi gli interventi previsti dal maxi emendamento, tra questi, i tagli al fondo per il reddito di cittadinanza, la web tax, maggiori introiti sulla gara per le frequenze 5G, la riproposizione delle clausole di salvaguardia sull’Iva per il 2020l’estensione del regime IVA agevolato fino a 65.000 euro annui, la modifica della deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali, un fondo destinato alla sicurezza urbana, la riduzione dei contributi pubblici all’editoria.

Altri provvedimenti riguardano la proroga (con rimodulazione) dell’iper ammortamento, il finanziamento di Radio Radicale, la sperimentazione in città dei monopattini elettrici, un fondo per la riqualificazione energetica degli edifici della pubblica amministrazione, l’esclusione dei balneari dalla direttiva Bolkenstein, con una proroga di 15 anni alle loro concessioni, la stretta sugli Ncc (che avevano manifestato contro il Governo, in particolare contro il M5S, nei giorni scorsi) e l’aumento del prelievo sui giochi.

Ecco il testo completo del maxi emendamento del Governo.

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Manovra: Stop a pirateria web per gli sport live. Addio a Totocalcio e Totogol

Sono alcune delle proposte di modifica contenute nel pacchetto di emendamenti di governo e relatori. Al posto della vecchia schedina arriverà un nuovo gioco con payout più alto per renderlo appetibile e pubblicità per farlo conoscere malgrado i divieti del Decreto Dignità

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Giornalisti in piazza in tutta Italia, è scontro con M5S

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: a rischio la libera manifestazione del pensiero. Il premier da Palermo: La stampa attacca duramente e ci sta che arrivino risposte eccessive. Cgil, Cisl e Uil al fianco dei giornalisti

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Ecco chi c’è dietro la comunicazione del governo gialloverde

Tutti i nomi dei responsabili dei rapporti con i media dell’esecutivo. Tra loro molti giornalisti

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La manovra? Ancora tutta da scrivere. Parla il prof Celotto

Incognite sulle misure da un probabile futuro maxi-emendamento che riscriverà parte della legge di Bilancio. L’intervista al professor Alfonso Celotto, ordinario di Diritto Pubblico all’Università Roma Tre

Con il varo della legge di Bilancio da parte della maggioranza giallo-verde sono emerse in modo palese l’eterogeneità delle proposte delle due anime che combinano la compagine governativa e le difficoltà legate ai vincoli europei e agli esigui margini di manovra lasciati dalle scarse risorse finanziarie. Secondo il professor Alfonso Celotto, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Roma Tre, esiste infatti “uno iato evidente tra ciò che è stato detto in Consiglio dei ministri il 15 ottobre e ciò che poi effettivamente c’è dentro la manovra 15 giorni dopo. Misure come il reddito di cittadinanza, la flat tax e quota 100 sulle pensioni sono state prima annunciate salvo poi riscontrare esiti differenti nella realtà – ha sottolineato in un’intervista a Policy Maker -. Ciò conferma le difficoltà di questo governo di coalizione, con due partiti molto differenti tra loro per programmi e per intenzioni, nello scrivere la legge più importante dell’anno” all’interno della quale si stanno cercando “di mettere insieme, anche sulla base del contratto di governo, progetti e idee che non riescono a trovare una quadra” soprattutto a livello “di conti e a livello europeo”.

LA MANOVRA È ANCORA TUTTA DA SCRIVERE

“Abbiamo una procedura di appartenenza all’euro riassunta nell’art. 126 del Trattato che ricorda una serie di passaggi importanti che vanno seguiti prima e dopo l’approvazione della legge di bilancio – ha aggiunto Celotto -. All’Italia è capitato già in passato di subire dei rilievi da parte di Bruxelles. Ma questa volta sono stati particolarmente duri e pesanti in risposta ai nostri partiti che si erano posti in aperto contrasto con l’Europa”. “La mia impressione – ha precisato il professore di Roma Tre – è che la vera manovra la vederemo in futuro negli emendamenti che verranno formulati o più probabilmente nel maxi emendamento finale. Qui c’è anche una curiosità tecnica perché finora la maggioranza ha cercato di non porre fiducie o maxi emendamenti” salvo in queste ore con il decreto sicurezza. “Mi chiedo – ha proseguito Celotto – se il governo riuscirà o meno ad approvare la legge di Bilancio senza predisporre un maxi-emendamento come avvenuto negli ultimi anni o se a fronte dei migliaia di proposte di modifica verso fine novembre lo vedremo spuntare. In quel caso ci troveremo, dunque, di fronte a una riscrittura del testo, a una ‘manovra ritardata’ dovuta a una mancanza di accordo iniziale per via delle difficoltà dei partiti a mettere insieme i vari elementi che li compongono e a rinviare il tentativo di conciliazione: anche perché la coperta rimane corta e i soldi sono pochi. E la mancanza di un fondo economico spendibile in una situazione di crisi che persiste, porta a grandi difficoltà nel mettere insieme sviluppo e idee da campagna elettorale”.

CLIMA DA CONTINUA CAMPAGNA ELETTORALE

“Peraltro – ha ammesso il professore a Policy Makerci troviamo in una situazione di continua campagna elettorale, dove l’annuncio vale moltissimo. Ai partiti serve trovare un nemico perché se non si riescono a fare le cose è più facile prendersela con tecnici, burocrati e macchina dello Stato. Ma le difficoltà, probabilmente, stanno proprio nelle complessità di trovare una linea, un indirizzo politico che metta insieme queste posizioni eterogenee”.

ANCORA PRESTO PER CAPIRE SE L’EUROPA BOCCERÀ LA MANOVRA

L’Europa boccerà la manovra? “Non lo so è tutto da vedere – ha evidenziato Celotto -. Diciamo che non sappiamo ancora quale manovra sarà. La procedura per ora e consistita in uno scambio di lettere. Anche i governi precedenti hanno avuto lettere di richiamo: per ora vedo una interlocuzione aperta non vedo una bocciatura. La vera procedura si intensificherà il prossimo anno quando la manovra sarà stata approvata. L’Europa comunque non poteva non spedire la lettera di richiamo soprattutto a fronte degli annunci politici fatti. Vederemo più avanti cosa succederà con la troika e con tutto il resto, ma per ora è ancora presto”.

SPENDING REVIEW? IL TAGLIABILE È STATO TAGLIATO. PRIMA O POI POTREBBE ARRIVARE IL MOMENTO DI UNA PATRIMONIALE

Vi spiego perché per Tria il sentiero della manovra è strettoIl premier Giuseppe Conte ha parlato di possibili tagli alla spesa se non ci sarà crescita. “Si fa spending review dal 1992, abbiamo sempre tagliato in maniera lineare più o meno le stesse voci. Noi sappiamo che la spesa pubblica è di circa 800 miliardi di euro, due terzi dei quali sono concentrati su pensioni, sanità, stipendi e interessi sul debito pubblico che per varie ragioni non saranno toccati – ha detto Celotto -. Ormai nei ministeri il tagliabile è già stato tagliato quindi o si toccano queste voci oppure l’altra soluzione è un aumento delle entrate che passa per un altra misura tragica cioè una patrimoniale, un prestito forzoso. Una misura impossibile da un punto di vista politico anche se forse da un punto di vista di bilancio prima o poi il momento arriverà visto che il debito pubblico è sempre lì”.

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Tria oggi a Bruxelles ma la maggioranza è ancora divisa

Il 13 novembre è la data ultima fissata nella lettera inviata dalla Commissione al nostro governo mentre il 21 novembre dovrebbe pubblicare il parere definitivo sulla legge di bilancio avviando la procedura di infrazione

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Che cosa succede tra Quirinale e Palazzo Chigi?

Il commento di Francesco Damato sulle tensioni fra Governo Conte e Mattarella

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Manovra. Società pubbliche salvate dal “taglia-partecipate” della Madia

Cambia la norma “taglia-partecipate” prevista dalla Legge Madia. Le società pubbliche partecipate che nell’ultimo triennio abbiano conseguito utile, non saranno alienate

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In Manovra uno Sport Bonus potenziato per il 2019

Credito di imposta “del 65%” per le “erogazioni liberali in denaro effettuate da privati” nel corso del prossimo anno secondo quanto riporta la prima bozza della Legge di Bilancio di cui Policy Maker ha preso visione

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Ecco la lettera dell’Europa contro la manovra del governo

La manovra italiana presenta una deviazione “senza precedenti” nella storia del Patto di Stabilità e Crescita. Non lascia dubbi sul pensiero della Commissione Ue la lettera inviata dal vicepresidente della  Commissione, Valdis Dombrovskis, e dal commissario agli Affari  economici, Pierre Moscovici, al ministro dell’Economia,  Giovanni Tria. La decisione del governo italiano di pianificare “un’espansione fiscale vicina al 1% di Pil” e “una deviazione dagli obiettivi pari all’1,5%” non hanno riscontro, si legge nella lettera. Viene evidenziato, inoltre un “non rispetto particolarmente serio con gli obblighi del Patto” e chiede al Governo di dare una risposta ai rilievi entro lunedì 22 ottobre a mezzogiorno per rispondere. Qui il testo completo della lettera.

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