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Le sfide di Larry Culp, l’outsider che guiderà GE

General Electric in forte difficoltà, sceglie la strada dell’outsider per guidare il rilancio: si tratta di Larry Culp che Wall Street ha conosciuto per aver portato in alto la Danaher Corp

Passaggio di consegne in General Electric a distanza di poco più di un anno dal precedente cambio di poltrone: l’amministratore delegato John Flannery viene messo alla porta dopo i risultati disastrosi del gruppo, e sostituito con un outsider, Larry Culp.

LARRY CULP, UN OUTSIDER SUL PONTE DI COMANDO

General Electric

Il benservito a Flannery, il cui periodo alla guida di General Electric, colosso dell’energia americano è stato il più breve di tutti i 126 anni di storia dell’azienda, ha visto il crollo del prezzo delle azioni della società di oltre il 50 per cento e la mancanza all’appello nel bilancio della società 2018 di oltre 23 miliardi di dollari. Larry Culp, al contrario, che ha guadagnato gli elogi di Wall Street per aver trasformato e spinto ad alti livello la Danaher Corp., una multinazionale attiva nella progettazione, sviluppo, produzione e marketing di prodotti professionali, medicali e industriali, subentra immediatamente per risanare uno dei crolli più profondi della storia di GE. Come sottolinea Bloomberg “la straordinaria scossa” determinata dall’avvicendamento sul ponte di comando dell’azienda Usa “sottolinea l’urgenza di GE, che ha perso mezzo trilione di dollari in valore di mercato dal picco del 2000. Il piano di Flannery per razionalizzare il colosso non è riuscito a conquistare gli investitori, e il declino delle azioni è peggiorato dopo la sua ascesa a CEO a metà del 2017. Durante questo periodo, GE ha dovuto affrontare carenze di liquidità, una domanda in calo e indagini della U.S. Securities and Exchange Commission”.

LA SCURE DI CULP SULLA DIVISIONE ENERGIA?

Il cambio ha portato il prezzo delle azioni GE a salire di circa l’8 per cento nel pomeriggio di ieri, quando gli investitori hanno incoraggiato con il loro comportamento il cambiamento di leadership. “L’uscita di Flannery è stata decisa in una teleconferenza del consiglio di amministrazione della società dopo che la profondità dei problemi nella produzione di energia elettrica è diventata evidente – si legge sul Financial Times – . Il breve mandato di Flannery appare ancora più brusco dopo i 16 anni di permanenza di Jeff Immelt al vertice della società. Flannery ha preso il controllo nell’agosto dello scorso anno annunciando un piano radicale per snellire GE che non è riuscito a conquistare gli investitori. Non ci si aspetta che Culp cambi la strategia, che include uno spin-off del business delle apparecchiature medicali del gruppo e la vendita della sua partecipazione del 62,5% in Baker Hughes, il gruppo di servizi per i giacimenti petroliferi. Ma per ora Culp ha indicato che si sarebbe concentrato sul miglioramento delle prestazioni operative di GE, il che sembra significare, probabilmente, un ulteriore taglio dei costi, specialmente nella divisione energia”. Ciò a differenza di Flannery che aveva adottato una serie di misure per cercare di fermare l’emorragia dei conti, “tra cui tagli dei costi e cambiamenti significativi del portafoglio. Si era già impegnato a vendere o scorporare le attività GE di lunga data, tra cui trasporti, assistenza sanitaria e illuminazione, riducendo al contempo l’attenzione dell’azienda sulla produzione di energia, l’aviazione e le energie rinnovabili”, sottolinea Bloomberg.

CULP: LAVOREREMO SODO E CI MUOVEREMO CON URGENZA PER TAGLIARE I DI DEBITI General Electric

Culp, 55 anni, è il primo outsider ad assumere la carica di CEO di GE, evidenziando con la sua nomina, di fatto, i cambiamenti e le sfide monumentali che stanno avvenendo sul produttore. “Nelle prossime settimane lavoreremo sodo e ci muoveremo con urgenza” per tagliare i di debiti ha detto Culp in una dichiarazione ripresa dai media americani, aggiungendo essere “un privilegio guidare un’azienda iconica”.

PER GE PROBLEMI NELLA DIVISIONE TURBINE A GAS

GE ha sofferto di recenti problemi con le pale delle turbine a gas utilizzate per la produzione di energia elettrica. Il gruppo si è specializzato, infatti, in componentistica utilizzata per produrre energia dal gas, “un settore che tuttavia, in questi ultimi anni, è stato schiacciato dall’aumento dell’energia rinnovabile a basso costo, dalla debole crescita della domanda di elettricità nei paesi sviluppati e dalla persistente concorrenza del carbone in Asia – ha evidenziato Bloomberg -. L’acquisizione del business energetico di Alstom nel 2015 ha portato GE ad approfondire la produzione di energia da combustibili fossili, aggiungendo la tecnologia delle turbine a vapore e creando una divisione con 65.000 dipendenti. Sotto la guida di Culp dal 2000 al 2014, le azioni Danaher hanno quintuplicato il loro valore sull’indice SEI/P500 e sono cresciute di dodici volte. Al contrario, le azioni GE hanno perso circa tre quarti del loro valore nello stesso periodo”.

COME VANNO I CONTI DI GE. MEGLIO IN BORSA DOPO L’AVVICENDAMENTO AL VERTICE

Parlando più nel dettaglio dei conti, nel 2017 GE ha registrato un fatturato complessivo di 122,1 miliardi di dollari mentre il secondo trimestre del 2018 ha chiuso con ricavi per 30,1 miliardi di dollari, in aumento del 3% rispetto ai 29,1 miliardi del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il trimestre si è chiuso con un utile netto di 615 milioni di dollari, in forte calo rispetto agli 875 milioni del secondo trimestre del 2017. Di conseguenza, l’utile per azione è sceso da 0,1 dollari a 0,07 dollari. Il cambio al vertice sembra, comunque, aver subito alimentato entusiasmo a livello dei mercati: nel corso della seduta di lunedì il titolo è arrivato a guadagnare fino al 16%, per poi ripiegare di qualche punto attestandosi attorno ai 12,2 dollari ad azione ma guadagnando comunque il migliore incremento percentuale addirittura dal 12 marzo del 2009, quando arrivò al 12,7%. Nella giornata di ieri, invece, Standard & Poor’s ha tagliato il giudizio del gruppo portandolo a BBB+ da A ma l’outlook è migliorato a “stabile” da “negativo”. Anche Fitch e Moody’s hanno messo sotto osservazione il rating di GE e nei prossimi giorni potrebbe arrivare anche la loro valutazione. Malgrado il downgrade il titolo è salito dell’1,5% a 12,27 dollari dopo essere sceso a 11,77 dollari nella mattinata Usa.

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ccc Italia

Bologna e Genova, due tragedie simili ma una ricostruzione diversa

In Emilia-Romagna la ricostruzione del Raccordo autostradale A1-A14 e della Tangenziale Sud è avvenuta in soli 53 giorni grazie alla collaborazione con le istituzioni. Ponte Morandi, dopo 49 giorni non ha ancora un commissario all’emergenza

In Italia è impossibile realizzare qualsiasi opera per colpa di burocrazia, incertezze normative, mancanza di fondi. Un mantra che abbiamo sentito ripetere spesso negli ultimi anni. Eppure, a volte, il paese riesce ad uscire dal pantano e completare infrastrutture anche in anticipo rispetto ai tempi previsti.

DOPO 53 GIORNI RIAPERTI IL RACCORDO AUTOSTRADALE A1-A14 E LA TANGENZIALE SUD DI BOLOGNA

È il caso del Raccordo autostradale A1-A14 e della Tangenziale Sud di Bologna distrutta dopo lo scontro tra una cisterna di gpl e un autotreno il 6 agosto scorso. Episodio che ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre 100, oltre al crollo di un cavalcavia e la chiusura di entrambe le strade. Ebbene quel tratto viario, a distanza di soli 53 giorni, è stato ricostruito e Autostrade per l’Italia ha riaperto la viabilità in anticipo rispetto ai 5 mesi inizialmente stimati, che erano stati poi ridotti a 2 mesi grazie al reperimento immediato delle travi necessarie per l’opera.

“MERITO DELLA PROFICUA COLLABORAZIONE CON LE ISTITUZIONI LOCALI E L’AFFIDAMENTO DEI LAVORI A PAVIMENTAL”

Come sottolinea la stessa Autostrade per l’Italia in una nota, “la proficua collaborazione con le istituzioni locali e l’affidamento dei lavori a Pavimental, società del gruppo Atlantia, hanno accelerato la realizzazione del cavalcavia permettendo l’apertura in anticipo. In totale sono state 25.000 le ore lavorate con un media di 58 uomini impegnati quotidianamente”.

BONACCINI: COOPERAZIONE E COLLABORAZIONE SENZA CHIACCHIERE E POLEMICHE. LA MENTE CORRE A GENOVA?

Il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini su Twitter, in occasione della riapertura del tratto autostradale emiliano-romagnolo, ha scritto che “dopo lo straordinario lavoro dell’emergenza lo sforzo incredibile di ricostruzione, in soli 55 giorni” quello della Tangenziale di Bologna rappresenta un esempio “di cooperazione e collaborazione senza chiacchiere e polemiche” riferendosi, probabilmente, a un’altra tragedia altrettanto importante come il crollo del Ponte Morandi a Genova.

SUL PONTE MORANDI SITUAZIONE DI STALLO CAUSATA DALLO SCONTRO ISTITUZIONALE

Proprio il confronto con la vicenda del Ponte Morandi mette in evidenza come lo scontro istituzionale e politico abbia prodotto, di fatto, una situazione di stallo. A distanza di 49 giorni dal crollo del viadotto genovese, il Governo non ha ancora nominato un Commissario all’emergenza e alla ricostruzione della struttura, nonostante le dichiarazioni sulla necessità di fare presto. Anche il Decreto Genova contenente le prime misure dell’esecutivo per tamponare la situazione nell’immediato è stato pubblicato a distanza di 45 giorni dal crollo del ponte, il 28 settembre, escludendo Autostrade per l’Italia – al contrario di quanto accaduto a Bologna – dalla ricostruzione. La stessa Autostrade, che pure aveva stanziato 500 milioni di euro a distanza di tre giorni dalla tragedia e presentato dopo 20 giorni un progetto di ricostruzione esecutivo, che prevedeva lavori di demolizione e ripristino della struttura in soli 8 mesi, grazie all’expertise degli ingegneri e delle maestranze che lavorano per le società che orbitano attorno il Gruppo Atlantia, tra cui Pavimental.

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ccc Dal mondo

Nord Stream 2, quando la geopolitica si intromette nell’energia

La minaccia delle sanzioni statunitensi contro la Russia incombe sulla fornitura di gas in Europa

I prossimi tre mesi che ci separano dalla fine dell’anno, saranno cruciali per conoscere il futuro del progetto Nord Stream 2 che dovrebbe essere terminato a fine 2019 e reso operativo nel 2020. L’infrastruttura non è altro che un gasdotto che attraversa il Mar Baltico con l’obiettivo di fornire 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia a Greifswald, sulla costa settentrionale della Germania, e da lì al mercato europeo del gas. Ma c’è da fare i conti con Mosca. Washington è da tempo contraria alla realizzazione della condotta e la stessa Russia è oggetto di sanzioni da parte dell’Occidente. Le decisioni da prendere nelle prossime settimane decideranno se il progetto, che è già in costruzione, proseguirà o meno. Ma potrebbero anche avere implicazioni politiche e commerciali molto più ampie, come indicato in un eccellente articolo del professor Alan Riley.

I TRE SCENARI POSSIBILI SUL NORD STREAM 2

Sono tre i possibili scenari verso cui potrebbe volgere la vicenda. In primo luogo, la Germania potrebbe andare avanti per la sua strada e ignorare la minaccia delle sanzioni statunitensi e il malcontento al progetto in gran parte dell’Europa orientale. I tedeschi potrebbero anche mettere da parte il problema dell’Ucraina, che perderà le sue forniture di gas e le entrate di transito se, come previsto, il gasdotto che attraversa il paese dirigendosi verso l’Europa centrale sarà chiuso quando entrerà in funzione Nord Stream 2. La seconda opzione è che la Germania ceda agli Stati Uniti, che hanno minacciato di imporre sanzioni contro qualsiasi impresa coinvolta nel progetto. In quel caso Nord Stream 2 verrebbe abbandonato e l’Europa finirebbe per importare gas da altri paesi, compresi forse gli Stati Uniti. La terza opzione consisterebbe nel rinviare Nord Stream 2 in attesa di un miglioramento delle relazioni tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. In caso di successo, la mossa potrebbe scoraggiare l’ingerenza russa nelle elezioni del Parlamento europeo del prossimo anno, una questione di reale preoccupazione in molti paesi europei, e porre fine alle sanzioni.

LA SITUAZIONE È COMPLICATA NEL TRILEMMA RUSSIA-USA-EUROPA

In Germania manca il desiderio di soddisfare le volontà dell’amministrazione statunitense Donald Trump perché ciò, ritengono in molti, potrebbe incoraggiare il titolare della Casa Bianca ad adottare una linea ancora più dura contro l’Iran sulle questioni nucleari. C’è anche scarsa voglia di isolare la Russia, che è generalmente vista come un vicino difficile piuttosto che come una minaccia. Inoltre, molte imprese europee nel settore energetico e non solo, hanno parecchi interessi in Russia e accoglierebbero con favore una soluzione che eviti il rischio di ritorsioni russe. Thomas Bareiss, ministro dell’energia tedesco, durante una conferenza a Londra in queste ore, ha ribadito che il gasdotto è importante per garantire l’approvvigionamento energetico e la Russia è un fornitore sicuro e affidabile di gas per la Germania.

LO SCENARIO PIÙ PROBABILE? IL PROGETTO VA AVANTI CON ALCUNE CONCESSIONI ALL’UCRAINA

Secondo Nick Butler, visiting professor e chair del King’s Policy Institute al King’s College di Londra nonché  opinionista del Financial Times “fin d’ora, e con l’avvertimento che la situazione è fluida, mi aspetto che il progetto proceda con alcune concessioni che almeno mantengano le forniture all’Ucraina per l’immediato futuro”. Non solo. “Se Washington dovesse imporre sanzioni, ciò rappresenterebbe un fatto molto grave per le imprese con sede in Europa che svolgono operazioni consistenti negli Stati Uniti. Pertanto, le decisioni che saranno prese in Germania nelle prossime settimane avranno implicazioni che vanno ben oltre la fornitura di gas naturale. I rischi su quello che dovrebbe essere un semplice progetto commerciale sono pericolosamente elevati, e potrebbero portare ad una rottura del complesso insieme di relazioni tra Russia, Europa e Stati Uniti”.

AL VIA PARTNERSHIP TRA NORD STREAM AG E STRELKA KB

Nel frattempo l’azienda che sta gestendo la realizzazione del gasdotto, la Nord Stream 2 AG, ha annunciato una partnership con Strelka KB. Strelka KB è un’azienda leader nelle strategie di sviluppo spaziale in Russia. Su richiesta di Nord Stream 2, Strelka svilupperà un piano di gestione della riserva naturale di Kurgalsky che servirà come strumento amministrativo per l’attuazione sostenibile degli obiettivi di conservazione di quest’area protetta a medio e lungo termine.

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ccc Italia

La semplificazione fiscale targata giallo-verde comincia il suo iter

Si tratta della prima proposta congiunta di carattere tributario tra M5S e Lega: alcuni dei 33 articoli potrebbero vedere la luce nella manovra

La proposta di legge “per la semplificazione fiscale e la riduzione degli oneri a carico dei contribuenti” ha cominciato il proprio iter in commissione Finanze della Camera. Si tratta del primo testo congiunto di Lega e Movimento 5 stelle (tra i firmatari Carla Ruocco e Raffaele Trano per i pentastellati Alberto Gusmeroli e Giulio Centemero per il Carroccio): 33 articoli in tutto per una pdl che potrebbe veder “travasare” qualche misura all’interno della manovra (qui il testo).

SEMPLIFICAZIONE FISCALE: LO SPESOMETRO ASSUME CADENZA ANNUALE

Semplificazione fiscaleCon l’articolo 1 della semplificazione fiscale si provvede all’abolizione delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni dell’IVA in concomitanza con l’avvio a regime dell’obbligo di fatturazione elettronica tra operatori economici residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato. L’articolo 2 stabilisce che lo spesometro assume cadenza annuale mentre l’articolo 3 vieta all’amministrazione finanziaria di chiedere ai contribuenti, in sede di controllo formale delle dichiarazioni dei redditi, dati e informazioni già in possesso della stessa, in quanto trasmessi da soggetti terzi adempiendo ad obblighi certificativi, dichiarativi, o comunicativi, come ad esempio i dati della precompilata. Lo stesso articolo porta dal 31 ottobre al 31 dicembre il termine per la presentazione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di imposta regionale sulle attività produttive (per i soggetti indicati nell’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322).

L’articolo 4 della semplificazione fiscale amplia l’ambito operativo del versamento unitario con le conseguenti possibilità di compensazione, estendendone l’applicazione all’imposta sulle successioni e donazioni, all’imposta di registro, all’imposta ipotecaria, all’imposta catastale, alle tasse ipotecarie, all’imposta di bollo, ai tributi speciali e ai tributi locali (comprese le tariffe per la prestazione di servizi). È prevista l’adozione dei provvedimenti dell’Agenzia delle entrate necessari all’estensione del modello di pagamentoF24 ed è confermata la possibilità di individuare con decreto ministeriale ulteriori entrate da versare mediante il modello F24. L’articolo 5 si occupa delle proroghe tacite biennali dei contratti di locazione a canone concordato con una interpretazione autentica. Con l’articolo 6 si prevede l’adozione di provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate per la semplificazione dei modelli dichiarativi, con cadenza annuale. L’articolo successivo semplifica l’autodichiarazione del rispetto del limite di franchigia da parte del percipiente, a vario titolo, di compensi, rimborsi, premi e indennità erogati da associazioni sportive dilettantistiche.

SEMPLIFICAZIONE FISCALE: IL VERSAMENTO DELL’ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF POTREBBE ESSERE EFFETTUATO DAI SOSTITUTI D’IMPOSTA

Con l’articolo 8 è introdotto un regime alternativo al rilascio delle dichiarazioni d’intento relative all’IVA, volto a semplificare gli adempimenti degli operatori. La semplificazione fiscale, inoltre, prevede che l’intento di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’imposta debba risultare da un’apposita dichiarazione trasmessa telematicamente all’Agenzia delle entrata anche cumulativamente per più operazioni. In una prospettiva di semplificazione, l’articolo 9 stabilisce che il versamento dell’addizionale comunale all’IRPEF sia effettuato dai sostituti d’imposta cumulativamente per tutti i comuni di riferimento. Semplificazione fiscale

LA COMPENSAZIONE FISCALE DEGLI ONERI REGOLATORI, INFORMATIVI E AMMINISTRATIVI ANCHE AGLI ATTI NORMATIVI IN MATERIA TRIBUTARIA, CREDITIZIA E DI GIOCHI PUBBLICI

L’articolo 10, per una migliore attuazione dei princìpi sanciti dallo statuto dei diritti del contribuente (legge n. 212 del 2000), ne modifica l’articolo 6 prevedendo che l’amministrazione finanziaria sia tenuta a diffondere gli applicativi informatici, i modelli, le istruzioni e in genere gli strumenti necessari ad assolvere correttamente gli adempimenti richiesti ai contribuenti con congruo anticipo. Viene inoltre richiamata l’esimente che ricorre in caso di inadempimento non imputabile al contribuente e si introduce il contraddittorio tra il contribuente e l’ufficio finanziario come fase endoprocedimentale obbligatoria in tutti i procedimenti di controllo fiscale. Si prevede poi che anche agli atti normativi in materia tributaria, creditizia e di giochi pubblici, oggi esclusi, si applichino le disposizioni riguardanti la compensazione degli oneri regolatori, informativi e amministrativi.

OBBLIGO DI STAMPA CARTACEA SOLTANTO ALL’ATTO DEL CONTROLLO E SU RICHIESTA DELL’ORGANO PROCEDENTE

L’articolo 13, come già previsto per i regolamenti e le delibere ai fini dell’IMU e della T ASI, stabilisce anche per le delibezioni in materia di TARI che l’efficacia decorra dalla pubblicazione nel sito internet del Ministero dell’economia. L’obbligo di stampa cartacea soltanto all’atto del controllo e su richiesta dell’organo procedente, viene esteso dal-l’articolo 14 a tutti i registri contabili tenuti in via meccanizzata o elettronica. L’articolo 15 mitiga il trattamento sanzionatorio nel primo anno di applicazione dell’obbligo di fatturazione elettronica delle operazioni relative all’IVA, mentre in una prospettiva di alleggerimento della mole dei dati presenti nell’anagrafe tributaria, l’articolo 16 dispone l’eliminazione dei dati e delle informazioni che, per la vetustà, si presumono irrilevanti per le attività d’istituto. Posta la fisiologica posizione creditoria relativa all’IVA dei soggetti tenuti all’applicazione del regime della scissione dei pagamenti (split payment ),

SI INTRODUCE L’IMPOSTA SUL REDDITO PROFESSIONALE

E ancora: in alternativa al rimedio del rimborso dell’IVA in via prioritaria nell’ambito dello split payment, un meccanismo simile al plafond utilizzato dagli esportatori abituali, così da evitare l’addebito dell’IVA da parte dei fornitori, fino a concorrenza dell’importo delle operazioni attive rientranti nell’ambito di applicazione della disciplina di tale regime. Si introducono limiti alla pignorabilità delle somme e dei crediti dovuti a qualsiasi titolo per l’attività svolta dalla persona fisica nell’esercizio della propria impresa, arte o professione, uniformando la disciplina a quanto già previsto per i lavoratori dipendenti. Si introduce l’imposta sul reddito professionale, similmente a quanto previsto per l’imposta sul reddito d’impresa, al fine di incentivare il reinvestimento dei proventi nell’attività, con tassazione separata e aliquota del 24 per cento. Il successivo articolo 24 riguarda il re- gime agevolativo per lo stabilimento dei lavoratori provenienti dall’estero in Italia eliminando le barriere all’entrata, in modo tale da indurre sempre più lavoratori a trasferirsi in Italia e a godere del regime agevolativo dal primo mese di residenza anagrafica e comunque per almeno due periodi d’imposta. Con l’articolo 25, si prevede di agevolare, per un quadriennio, le nuove iniziative imprenditoriali, che devono essere sostenute proprio nel momento più difficile dell’avvio, e favorire l’ampliamento di attività esistenti: l’agevolazione è destinata a operare nei comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti.

AL 5 PER CENTO L’IVA PER I BENI E I SERVIZI ESSENZIALI ALL’ALIMENTAZIONE, ASSISTENZA E CURA DEI BAMBINI FINO A 3 ANNI, DEI DISABILI, DEGLI ANZIANI

Infine, l’articolo 30 provvede alla copertura degli oneri finanziari, determinati in 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019 mentre il capo IV, nel quadro dei livelli essenziali di assistenza è volto a ridurre al 5 per cento l’aliquota dell’IVA per i beni e i servizi essenziali all’alimentazione, assistenza e cura dei bambini fino a 3 anni, dei disabili, degli anziani e in generale delle persone non autosufficienti. Prevede, inoltre, una riduzione delle rette praticate a carico dell’utente dalle strutture di assistenza in misura corrispondente al risparmio derivante in loro favore dall’agevolazione fiscale.

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ccc Italia

Di Maio fa entrare l’Italia nell’era della blockchain

Il ministro dello Sviluppo economico:“L’Italia  era inspiegabilmente rimasta fuori dall’accordo Ue, almeno fino ad oggi. Nella Legge di bilancio sarà istituito un fondo sull’intelligenza artificiale, la blockchain e l’Internet delle cose”

Ad aprile, l’Italia era stata una delle grandi escluse dell’accordo di partenariato europeo sulla blockchain, probabilmente anche per la concomitanza con le elezioni nazionali. Uno strumento di cooperazione tra gli Stati membri per scambiare esperienze e competenze in campo tecnico e normativo e preparare il lancio di applicazioni su scala europea in tutto il mercato unico digitale, a vantaggio dei settori pubblico e privato. A distanza di quasi sei mesi il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio ha voltato pagine e siglato l’adesione dell’Italia alla Blockchain Partnership.

DI MAIO: L’ITALIA NE ERA INSPIEGABILMENTE RIMASTA FUORI, ALMENO FINO AD OGGI

L’Europa deve giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo delle tecnologie blockchain. Ventuno paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Norvegia) hanno già sottoscritto gli impegni della cosiddetta ‘European Blockchain Partnership‘ in occasione del Digital Day 2. In un secondo momento si sono uniti Grecia, Romania, Danimarca e Cipro – ha ricordato Di Maio -. L’Italia ne era inspiegabilmente rimasta fuori, almeno fino ad oggi. Lo scopo principale della collaborazione tra gli Stati membri sarà lo scambio di esperienze e competenze in campo tecnico e normativo, soprattutto al fine di promuovere la fiducia degli utenti e la protezione dei dati personali, aiutare a creare nuove opportunità di business e stabilire nuove aree di leadership dell’Ue a beneficio dei cittadini, dei servizi pubblici e delle aziende. A livello regolamentare si tenderà alla creazione di un ambiente flessibile, che rispetti le leggi dell’Unione Europea attraverso chiari modelli amministrativi”.

LA UE HA INVESTITO 80 MILIONI DI EURO IN PROGETTI LEGATI AL BLOCKCHAIN E CIRCA 300 MILIONI DI EURO SONO PREVISTI PER LO SVILUPPO DELLA TECNOLOGIA ENTRO IL 2020

Ad oggi la Commissione europea ha investito oltre 80 milioni di euro in progetti legati al Blockchain e circa 300 milioni di euro sono previsti per lo sviluppo della tecnologia entro il 2020, ha sottolineato il ministro: “A Febbraio di quest’anno la Commissione ha lanciato inoltre il ‘Blockchain Observatory and Forum‘, che rappresenta uno degli archivi più completi sulla blockchain a livello globale. La tecnologia blockchain sta già entrando nella vita quotidiana di cittadini e imprese, solo per citare alcuni esempi, nella gestione dello scambio di energia, della logistica, la tutela dei dati

I primi effetti della nuova partnership sulla blockchain non hanno tardato ad arrivare. Nella Legge di bilancio sarà istituito “un fondo sull’intelligenza artificiale, la blockchain, l’Internet delle cose”, ha sottolineato prima di tutto Di Maio, parlando a un convegno sul 5G alla Camera. Mentre il dicastero da lui guidato ha pubblicato un avviso pubblico per la manifestazione di interesse per la selezione di 30 componenti del gruppo di esperti di alto livello per l’elaborazione della strategia nazionale sulle tecnologie basate su registri distribuiti e blockchain. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro le ore 24.00 del 28 ottobre 2018. Il MiSE, si è ribadito ancora, ritiene una priorità fondamentale per il nostro Paese “conoscere, approfondire e affrontare il tema delle Distributed Ledger Technologies (DLT) e della blockchain, nonché aumentare gli investimenti pubblici e privati in tale direzione e nelle tecnologie strettamente connesse alle stesse, come già espresso nelle linee programmatiche presentate dal Ministro”. Dopo l’adesione dell’Italia alla partnership europea, e prendendo le mosse dalle iniziative dell’Unione, infatti, il prossimo passo del MISE – come già avvenuto per l’Intelligenza artificiale, i cui termini per la presentazione di candidature scadono il prossimo 15 ottobre – è l’adozione di una Strategia Nazionale per le DLT e la blockchain, da elaborare avvalendosi di un gruppo di esperti che approfondisca policy e strumenti sui diversi temi connessi allo sviluppo delle stesse, soffermandosi in particolare su obiettivi ben precisi. Tali obiettivi sono individuare iniziative private già esistenti a livello nazionale, monitorarle e analizzarne gli sviluppi e le ricadute socio-economiche; individuare use case relativi all’utilizzo delle DLT nel settore pubblico al fine di promuoverne la diffusione; individuare buone prassi sviluppatesi sulle tecnologie in parola elaborando strumenti per diffonderne l’applicazione; approfondire le condizioni necessarie per promuovere la ricerca, lo sviluppo, l’impiego, l’adozione ed il mantenimento del carattere decentralizzato delle DLT e in particolare della Blockchain in modo da incrementarne e accelerarne la diffusione nei servizi pubblici e privati; elaborare gli strumenti necessari per creare e favorire le condizioni economiche, politiche e regolatorie affinché cittadini e imprese, in particolare PMI e start-up, possano beneficiare del potenziale rappresentato dalle funzionalità di queste tecnologie; elaborare strumenti tecnici e normativi volti a diffondere l’applicazione degli smart contract. Per assicurare un approccio organico e trasversale al tema della Blockchain, il gruppo, presieduto dal Ministro o suo delegato, sarà composto da 10 membri esponenti del mondo imprenditoriale o delle associazioni di categoria di riferimento che operano in ambito di DLT e Blockchain; 10 esponenti di organismi e centri di ricerca, della pubblica amministrazione, del mondo accademico o think-tank; 10 esponenti delle organizzazioni sindacali, del terzo settore, dei consumatori e, in generale, della società civile; rappresentanti del MiSE. Per assicurare trasparenza e poter beneficiare della massima condivisione e del contributo dell’intera comunità di interesse, la Strategia Nazionale Blockchain, una volta elaborata, sarà poi sottoposta a consultazione pubblica. I soggetti interessati a presentare la propria candidatura possono consultare l’avviso per la manifestazione di interesse.

IL SOTTOSEGRETARIO TOFALO: IL DOMINIO CIBERNETICO HA PERÒ UNA SUA FISICITÀ E LA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN PUÒ AVERE INFINITE APPLICAZIONI

Soddisfatto, naturalmente, il mondo politico. Per il Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo la dichiarazione firmata tra il ministro Di Maio e il Commissario europeo per l’economia e la societa’ digitali, Marija Gabriel “è una data importante perché l’Italia entra nel blocco della ‘European blockchain partnership’. Sono consapevole della difficoltà nel percepirne l’importanza, questo accade spesso quando si parla di virtuale – ha evidenziato Tofalo -. Il dominio cibernetico ha però una sua fisicità e la tecnologia blockchain può avere infinite applicazioni su dati, informazioni, banche e finanza, sanità e cyber security. Il potenziamento di questa tecnologia sarà un ulteriore volano per lo sviluppo del Paese e contribuirà anche alla Sicurezza Nazionale che rappresenta il cuore pulsante della democrazia, un bene comune da tutelare per difendere con forza la nostra sovranità ed il nostro posizionamento sullo scacchiere internazionale. La tecnologia blockchain troverà di sicuro possibili applicazioni anche in ambito Intelligence”. Sulla stessa linea Luca Carabetta e Andrea Vallascas, rispettivamente vicepresidente e capogruppo della Commissione Attività produttive alla Camera dei Deputati: “Lo sviluppo della tecnologia blockchain sarà un ulteriore volano per lo sviluppo di questo Paese. Per questo siamo assolutamente concordi con quanto affermato dal ministro Luigi Di Maio: la firma della partnership europea sulla blockchain rappresenta un primo importante passo verso il futuro, visto che nei prossimi anni ci saranno grandi investimenti a livello europeo in blockchain e in altre tecnologie disruptive, come l’internet delle cose – hanno ammesso Carabetta e Vallascas -. Queste tecnologie entreranno nelle case di tutti i cittadini italiani. In questo senso, la visione di questo Governo è chiara: l’Italia sarà in prima fila durante questa fase di rivoluzione tecnologica che sta investendo il continente. Fondamentale sarà la creazione del fondo per l’intelligenza artificiale, la blockchain e l’internet delle cose, che ci consentirà di supportare lo sviluppo di strumenti tecnologici che si riveleranno strategici in diversi settori, a partire dalla tutela del made in Italy”, concludono i deputati M5S.

ANITEC-ASSINFORM,: BENE ADESIONE. ADESSO CI ASPETTIAMO CHE GIÀ DALLA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO IL GOVERNO METTA RISORSE RILEVANTI

Soddisfatti anche gli addetti ai lavori. “E’ una notizia importante l’adesione del nostro paese alla Blockchain Partnership. Nel 2017 il mercato globale enterprise di soluzioni e applicazioni basate su Blockchain ha raggiunto quasi 1 miliardo di dollari, raddoppiando il valore rispetto al 2016. Le previsioni nel prossimo triennio sono di ulteriore crescita con un tasso medio annuo dell’80%”, ha sottolineato Anitec-Assinform, l’Associazione Italiana per l’Information and Communication Technology. “E’ una grande opportunità su cui è importante un coordinamento europeo sia per incrementare gli investimenti in tecnologia sia per armonizzare eventuali regole a tutela dei consumatori, creare fiducia e far crescere il settore. Il nostro paese e le nostre imprese sono spesso una eccellenza sui temi dell’innovazione ma non possiamo e non dobbiamo fare da soli, per questo un coordinamento con gli altri paesi europei è essenziale – ha affermato Marco Gay, presidente dell’Associazione -. Adesso ci aspettiamo che – già dalla prossima legge di bilancio – il Governo metta risorse rilevanti per fare aumentare ancora ricerca e sviluppo, startup e investimenti innovativi nelle imprese, anche per ridare passo ai programmi di digitalizzazione della pubblica amministrazione”.

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