ccc Dal mondo

Regno Unito, cosa insegna la crisi economica

Il Regno Unito affronta le pesanti conseguenze economiche derivanti dall’emergenza sanitaria con misure a sostegno di imprese e lavoratori, in particolare nel settore della ristorazione. Tuttavia l’economia è in ginocchio e una vera ripresa pare lontana. L’articolo di Federica Barsoum

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ccc Fact Checking

Utilitalia: troppi rifiuti verso il Nord, servono impianti al Sud

I viaggi dei rifiuti ammontano a 22 milioni di chilometri percorsi, con 14mila tonnellate prodotte di CO2 equivalente e 75 milioni di costi aggiuntivi sulla Tari. A pagare sono i cittadini, proprio laddove il servizio è peggiore. La Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche Utilitalia presenta la ricerca “I fabbisogni di trattamento dei rifiuti urbani nel Sud”

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ccc Italia

Mise-Blockchain, Liuzzi incontra esperti: “Noi pronti per progetti su agroalimentare, ma da organizzazioni agricole ancora nulla”

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Mirella Liuzzi ha incontrato in videoconferenza il gruppo di esperti selezionati dal MiSe. Arte e tessile in pista, il food in panchina

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ccc Dal mondo

Crisi Covid-19 e rimedi: che cos’è il fondo BEI per le imprese

Lo speciale fondo di garanzia della Banca Europea per gli Investimenti mobiliterà 200 miliardi di finanziamenti, soprattutto a favore delle piccole e medie imprese. L’articolo di Paolo Pellegrini

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ccc Italia

Turismo, Franceschini: sostenibilità centrale per il rilancio. Al via il progetto Valore Paese Italia

Per rilanciare il Turismo, il ministro Franceschini ha detto che la sostenibilità sarà centrale. Parte così il progetto Valore Paese Italia: recuperare e valorizzare il patrimonio pubblico coniugando turismo, cultura e mobilità dolce

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ccc Insider

Giovanna Di Tommaso è il nuovo Direttore Commerciale di BASF Italia

Ingegnere chimico, aquilana, con esperienze in Procter & Gamble e 3VSigma. Chi è Giovanna Di Tommaso, il nuovo capo della Direzione Commerciale di BASF Italia

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ccc Insider

Recovery Fund, dubbi e certezze del piano salva-Italia

 Il punto di Giuseppe Liturri sul Recovery Fund

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ccc Fact Checking

Come va il Memorandum sulla Via della Seta Italia-Cina

A distanza di un anno, complice il contesto derivante dalla pandemia, il Memorandum of Understanding (MoU) tra Italia e Cina sulla Via della Seta, la Belt and Road Initiative (BRI), non ha raccolto i frutti attesi alla sua tanto acclamata firma. La tappa italiana del Ministro degli Esteri cinese Wang Yi rappresenta l’occasione per una ripartenza: sarà possibile rilanciare gli accordi?

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ccc Dal mondo

Il piede della Turchia in Libia e la sconfitta geopolitica dell’Italia

Il significato geopolitico dell’Accordo di Tripoli tra Libia, Turchia e Qatar. Conversazione con Gaetano Sabatini direttore dell’ISEM-CNR, Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea, e professore ordinario di Storia economica presso l’Università degli Studi Roma Tre, dove ha insegnato anche Geopolitica economica

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ccc Dal mondo

La crisi turca e il crollo della Erdoganomics

Dietro alla guerra energetica nel Mediterraneo si nasconde il disastro economico al quale Erdogan ha condotto la Turchia

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ccc Dal mondo

Cosa prevede l’accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti

Trump ha annunciato ieri la normalizzazione dei rapporti fra Israele ed Emirati Arabi Uniti. Ecco cosa prevede l’accordo

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ccc Insider

La sovranità digitale europea nell’era della rivalità Stati Uniti-Cina

Sovranità digitale europea: come trasformare la UE da potenza normativa a superpotenza geopolitica?

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ccc Insider

Ue, come va la consultazione sulle nuove regole per i giganti del web

Sono arrivati i primi feedback da parte di aziende, università, istituzioni e centri di ricerca come risposta alla consultazione Ue sulle nuove regole per i giganti del web

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ccc Italia

Perché il Nobel per l’economia Abhijit Banerjee boccia il reddito di cittadinanza

In un’intervista al Foglio il vincitore dell’ultima edizione del premio Nobel Abhijit Banerjee afferma: in Italia non vedo nessuna ricetta per battere la povertà. Intanto ieri sono arrivati i dati Inps aggiornati al 7 gennaio scorso

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ccc Italia

Segnali di ripresa per l’economia italiana. Per la Castelli “paese risponde alle politiche del Governo”

I dati sulla produzione industriale certificati dall’Istat mostrano un’Italia che va meglio rispetto all’Eurozona che invece vede una flessione del -0,2% nel mese di febbraio. Analogamente l’Ufficio Parlamentare di Bilancio scorge timidi segnali di ripresa nella nota sulla congiuntura di aprile 2019

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ccc Italia

Il Nord tiene il passo della Germania, il Sud peggio della Grecia. Studio Cgia

La fotografia impietosa di un’Italia spaccata a metà dopo la crisi economica del 2008, realizzata dall’ufficio studi della Cgia evidenziano le difficoltà del paese

Il Nord corre e con qualche difficoltà tiene il passo della locomotiva d’Europa, vale a dire la Germania, il Sud, invece, arranca e presenta una situazione socio/occupazionale addirittura peggiore della Grecia, che da oltre un decennio è stabilmente il fanalino di coda dell’Eurozona. È questa la fotografia impietosa di un’Italia sempre più spaccata a metà dopo la crisi economica del 2008, realizzata dall’ufficio studi della Cgia dopo aver comparato una serie di indicatori economici, occupazionali e sociali della Germania con il Nord Italia e della Grecia con il nostro Mezzogiorno.

MASON (CGIA): LE POLITICHE PUBBLICHE DI SVILUPPO MESSE IN CAMPO IN QUESTI ULTIMI 70 ANNI NON HANNO ACCORCIATO LE DISTANZE TRA QUESTE REALTÀ

Tempi e modi della manovra, ecco dettagli e rumorsLe variabili messe a confronto dall’Ufficio studi si raggruppano in 3 grandi aree:  economia (Pil pro capite; produttività del lavoro, export/Pil e saldo commerciale/Pil); lavoro (tasso di occupazione, tasso di occupazione femminile, tasso di disoccupazione e tasso di disoccupazione giovanile); sociale (rischio di povertà o esclusione sociale). “Il divario tra il Nord e il Sud del nostro Paese – commenta il segretario Renato Mason – ha radici lontane che risalgono addirittura all’unità d’Italia. Purtroppo, le politiche pubbliche di sviluppo messe in campo in questi ultimi 70 anni non hanno accorciato le distanze tra queste realtà. Anzi, per certi versi sono aumentate, poiché i livelli di crescita delle regioni settentrionali sono stati decisamente superiori a quelli registrati nel meridione, che si conferma una delle aree economiche più disagiate dell’intera Eurozona”.

ZABEO (CGIA): IL SUD PUÒ CONTARE SU UNA PRESENZA DI OLTRE 1 MILIONE E 300 MILA LAVORATORI IN NERO

Con un Paese che presenta uno squilibrio così marcato tra le principali ripartizioni geografiche che non ha eguali nel resto d’Europa, i dati statistici medi dell’Italia vanno sempre interpretati con le dovute cautele. In particolar modo per la forte presenza dell’economia non osservata che, solo per la parte del lavoro irregolare, produce nel Mezzogiorno oltre 27 miliardi di euro di valore aggiunto sommerso all’anno. “Il Sud – chiarisce il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – può contare su una presenza di oltre 1 milione e 300 mila lavoratori in nero che rende le statistiche ufficiali sul mercato del lavoro meno allarmanti di quanto appaiono. Detto ciò, nessuno giustifica questo fenomeno quando è controllato da organizzazioni criminali o da caporali. Tuttavia, se il sommerso è una conseguenza del mancato sviluppo economico di un territorio, al tempo stesso rappresenta un ammortizzatore che consente a migliaia e migliaia di famiglie di non scivolare nella povertà o nell’esclusione sociale”.

CON LA CRISI ECONOMICA MEZZOGIORNO IL PIÙ PENALIZZATO

A un decennio dall’inizio della crisi economica che ha pesantemente colpito il nostro Paese, il Sud è stata la ripartizione geografica del Paese più penalizzata. Secondo una elaborazione della Fondazione Leone Moressa, tra il 2008 e il 2017 il Mezzogiorno d’Italia ha perso 310.000 occupati e ha registrato un aumento dei disoccupati pari a 592 mila unità. Sempre nello steso arco temporale, al Nord i posti di lavoro sono aumentati di 74 mila unità, mentre il numero dei senza lavoro è salito di 413 mila. L’Istat, tuttavia, stima che nel Mezzogiorno le unità di lavoro standard in nero siano pari a 1.300.000, contro le 776 mila presenti nel Nordovest e le 517.400 “occupate” nel Nordest.

SVIMEZ: ESODO VERSO IL NORD

Tra il 2008 e il 2017 i lavoratori che si sono trasferiti dal Mezzogiorno al Centronord sono diminuiti di quasi 16 mila unità. Dieci anni fa erano stati poco più di 160 mila coloro che avevano lasciato il Sud per risalire la penisola; l’anno scorso, invece, la quota ha sfiorato le 145 mila unità. Dal 2015, anno in cui la ripresa economica si è consolidata anche in Italia, il numero di cittadini del Mezzogiorno che per ragioni di lavoro ha raggiunto il Centronord è tornato a crescere. Se 3 anni fa a lasciare il Sud erano stati poco più di 113 mila addetti, nel 2016 il numero è salito a 137 mila per sfiorare l’anno scorso quota 145 mila. I dati appena segnalati sono dello Svimez.

PIL PRO CAPITE, PRODUTTIVITÀ DEL LAVORO ED EXPORT: CONFRONTO ITALIA-GERMANIA

In termini di Pil pro capite il Nord Italia sconta un differenziale negativo con la Germania di poco superiore ai 4.300 euro; il dato del Mezzogiorno, invece, è superiore a quello greco di 2.000 euro. Tuttavia un cittadino del settentrione dispone di oltre 15.600 euro all’anno in più rispetto a un residente al Sud. Sul versante della produttività del lavoro (valore aggiunto per occupato in euro), invece, sia il Nord sia il Sud hanno la meglio rispettivamente della media tedesca e di quella greca. E’ questo l’unico indicatore tra i 10 presi in esame dove l’esito delle due macro aree del nostro Paese è migliore di quello registrato a Berlino e ad Atene. In merito all’export, infine, i dati della Germania non hanno eguali nel resto d’Europa, tuttavia il Nord Italia si difende benissimo, registrando un gap molto contenuto, anche nel rapporto tra saldo commerciale e Pil. Tra la Grecia e il nostro Sud, invece, le esportazioni sul Pil sono maggiori nel Paese ellenico, anche se il Mezzogiorno d’Italia conta una bilancia commerciale meno squilibrata di quella greca.

OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE

Sul versante occupazionale le distanze tra i dati riferiti al mercato del lavoro tedesco e quelli del Nord Italia sono importanti. Se il tasso di occupazione generale in Germania è superiore di quasi 10 punti, il tasso di disoccupazione, invece, è di poco inferiore alla metà (3,8 contro il 6,9 per cento). Altrettanto forte è il divario riferito al tasso di disoccupazione giovanile: in Germania è quasi 4 volte inferiore (6,8 contro il 24 per cento). Ugualmente preoccupanti i risultati che emergono dalla comparazione tra il nostro Sud e la Grecia. Solo per quanto concerne il tasso di disoccupazione generale il Mezzogiorno registra una situazione è migliore di quella greca (19,4 contro 21,5 per cento). In tutti gli altri casi Atene ha sempre la meglio.

RISCHIO POVERTÀ ED ESCLUSIONE SOCIALE

Sebbene il Nord Italia presenti degli indicatori occupazionali meno positivi della media tedesca, in materia di povertà o esclusione sociale la situazione si capovolge. Nelle nostre regioni settentrionali le percentuali sono inferiori sia al rischio povertà (19 contro 19,7 per cento), così come inteso dall’indicatore previsto dalla strategia Europa 2020, sia quando analizziamo il “tradizionale” indicatore del rischio povertà (12,1 contro il 16,5 per cento). Nelle comparazione tra il nostro Sud e la Grecia, infine, le distanze sono pesantissime e in entrambi i casi la popolazione greca presenta percentuali nettamente inferiori alle nostre.

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