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Sciogliere le Camere non è nei pensieri di Mattarella

Il capo dello Stato è preoccupato, irritato e deluso dopo il suo primo giro di consultazioni, ed anche in vista del secondo. I graffi di Francesco Damato

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Europa, reddito di cittadinanza, salario minimo. Il pensiero Von der Leyen, designata alla guida della Commissione Ue

PolicyMakerMag ha ripescato un’intervista della neo presidente designata alla guida della Commissione Ue, Ursula von der Leyen sulle tematiche del lavoro, del salario minimo e del reddito di cittadinanza. Importante leggere anche la considerazione sulla Germania e sul suo ruolo in Europa.

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Perché sono agitate le acque tra Salvini e la procura di Agrigento

I Graffi di Damato sullo scontro in diretta televisiva tra Matteo Salvini e il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio sulla nave Sea Watch 3

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Ecotassa per promuovere la green economy, il programma di Europa Verde

Europa federale e più potere al parlamento Ue (ma a Bruxelles). Ecco il programma di Europa Verde per le europee 2019

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Deposito scorie nucleari. Costa: “Lavoriamo su Carta siti idonei entro anno”

La risposta del ministro dell’Ambiente Sergio Costa a Sogin che ha avvertito che il tempo a disposizione per realizzare il deposito di superficie dei rifiuti nucleari sta scadendo 

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Come funzioneranno gli incentivi per l’auto elettrica. La bozza del Governo

PolicyMaker ha visionato e pubblica la bozza di decreto interministeriale relativo agli incentivi sulle auto elettriche e i veicoli elettrici

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Perchè Roberto Fico tuona sulla centralità del Parlamento

I graffi di Francesco Damato sulla lettera, passata quasi inosservata, del Presidente della Camera Roberto Fico.

Nel frastuono della “guerra” scoppiata fra il Viminale e i sindaci per l’applicazione delle nuove misure di sicurezza sugli immigrati, per non parlare delle perduranti reazioni al messaggio di Capodanno del capo dello Stato, fra poche critiche sincere e molti elogi farisaici, espressi a costo di interpretazioni opportunistiche, è passata ingiustamente inosservata una lettera del presidente grillino della Camera al Sole-24 Ore, Roberto Fico. Che, computer o penna in mano, l’ha scritta con grande coraggio o disinvoltura politica, come preferite,  visto che essa ripropone “la centralità del Parlamento” -anche nel titolo del quotidiano della Confindustria- pur dopo la “grande compressione” dell’esame parlamentare, appunto, del bilancio. Così l’ha definita il capo dello Stato in un passaggio pur fuggevole del discorso televisivo di San Silvestro a reti unificate,  e l’ha  ammessa lo stesso Roberto Fico. Il quale di suo ci ha messo soltanto l’aggettivo “dolorosa”, al posto di “grande”.

Se non è ancora diventato un reato penale il dissenso in questi tempi di “cambiamento” gialloverde, ho qualche difficoltà, da vecchio giornalista parlamentare, ad accontentarmi  del “dolore” del presidente della Camera Roberto Fico. E ne avrei anche per quello eventuale della presidente forzista del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Sarebbe bastato che entrambi, nell’autonomo esercizio delle loro funzioni, si fossero prodigati a sostenere davanti alle preoccupazioni espresse o attribuite all’illustrissimo signor presidente della Repubblica che sarebbe stato meglio ricorrere a qualche settimana di cosiddetto esercizio provvisorio, regolarmente previsto e disciplinato dalla Costituzione, piuttosto che approvare il bilancio in quel modo non chiesto ma imposto dal governo.

Fra le prove indicate da Roberto Fico per sostenere la perdurante “centralità” del Parlamento e contestare la “ingenuità” di chi “vaneggia una centralità perduta”, ci sono 503 emendamenti apportati, fra Camera e Senato, sino al 20 dicembre scorso a provvedimenti del governo: emendamenti dei quali 174 proposti dalle opposizioni. Peccato però che il presidente della Camera si sia fermato al 20 dicembre, risparmiandosi così il dolore -è il caso di dire- di aggiungere all’elenco il maxi-emendamento del governo al testo originario del bilancio. Esso è arrivato nell’aula del Senato saltando praticamente il passaggio per la commissione competente, raccolto in un fascicolo di 270 pagine per chi lo ha letto nella versione a spazio uno, e di 600 pagine per chi lo ha forse letto nella versione a spazio due, come credo sia accaduto al direttore del Foglio Giuliano Ferrara. Che ne ha scritto con quel numero in un editoriale ispiratogli dai “paradossi virtuosi” di un bilancio di cui ora il governo dovrà rispondere da solo al Paese, procurandosi -credo- la delusione e le proteste degli elettori dei due partiti che lo compongono, quando sarà esaurita l’euforia verbale del presidente del Consiglio e dei suoi due vice.

Con queste premesse ho appreso con una certa apprensione dalla lettera al Sole-24 Ore la decisione di  Fico di proporre a giorni o a settimane alla competente giunta della Camera “una serie di possibili interventi di riforma” del regolamento “che incidono su organizzazione dei lavori, procedure, qualità legislativa”. Spero bene.

Resto convinto, dopo quello che è accaduto nella ormai scorsa e cosiddetta sessione di bilancio, che la centralità delParlamento sia destinata ad essere intesa solo in senso fisico, non più politico e istituzionale. Per essere nel centro di Roma, da dove tanti anni fa volevano “decentrarle” all’Eur, le sedi della Camera e del Senato  sicuramente ci sono ancora.  I palazzi, rispettivamente,  di Montecitorio e di Palazzo Madama, fanno sempre la loro bella e imponente figura.

Roberto Fico

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Cosa dice punto su punto la risoluzione sul Def della maggioranza

Flat tax, superamento della Fornero ma anche correzione dell’Unione bancaria e graduale azzeramento dei fondi per l’editoria

Misure di riduzione del cuneo fiscale correlate all’offerta di rapporti di lavoro stabili con i giovani più meritevoli. Dal 2019 graduale azzeramento del fondo per l’editoria e impegno a implementare al più presto una Banca per gli investimenti con Cdp-Bankitalia. E ancora: una cabina regia al Mef sulla spending review, flat tax al 15% per professionisti e artigiani, cedolare secca su affitti negozi, quota 100 per le pensioni e avvio del reddito di cittadinanza. Infine taglio delle spese militari e via libera a un nuovo modello per la difesa. Sono alcuni degli impegni messi nero su bianco nella risoluzione di maggioranza presentata al Senato in occasione dell’esame della nota di aggiornamento al Def. (qui il testo integrale)

LA PREMESSA È LA CRISI DEL 2008 E LE POLITICHE FALLIMENTARI DEGLI ULTIMI ANNI

La premessa parte dalla crisi del 2008, dall’aumento della quota di popolazione a rischio povertà e precarietà e dal “sostanziale fallimento delle politiche perseguite negli scorsi anni” testimoniate da “un vistoso scarto nel tasso di crescita del Pil e nelle più significative grandezze economiche rispetto ai maggiori partner dell’Ue”. Da qui, la necessità di “invertire le tendenze inerziali e realizzare una netta discontinuità” con il passato attraverso “riforme e diverse policy prospettate” in un quadro di interventi per “semplificare e ridurre il carico tributario”, cancellare l’Iva programmata per il 2019, contrastare la disoccupazione giovanile “promuovendo il ricambio generazionale”, modificare la legge Fornero, introdurre un reddito di cittadinanza accompagnato “dalla riforma e dal potenziamento dei centri per l’impiego e l’avvio del processo di cittadinanza digitale” e la pensione di cittadinanza.

GLI OBIETTIVI MACROECONOMICI

Il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di competenza potrà aumentare fino a 68,5 miliardi di euro nel 2019, 56,5 miliardi nel 2020 e 45,5 miliardi nel 2021. il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 147 miliardi di euro nel 2019, 119,5 nel 2020 e 96 nel 2021. Per quanto riguarda la riduzione del debito pubblico lo scenario programmatico prevede una partenza dal 131,2 per cento nel 2017 fino ad arrivare al 126,7 del 2021.

GLI IMPEGNI DELLA MAGGIORANZA NELLA RISOLUZIONE

Si prevede una rimodulazione incisiva del sistema di tassazione alla imprese con la riduzione dell’aliquota IRES del 9% – dal 24 al 15% – sugli utili reinvestiti in acquisto di macchinari e attrezzature innovative e nuove assunzioni.

Si amplia la platea dell’aliquota flat tax al 15% a cui possono accedere liberi professionisti, artigiani, ditte individuali e si riduce il carico per le pmi che non potranno optare per il nuovo regime forfettario ampliato. Unito a un regime speciale per le nuove partite Iva e le startup innovative degli under 35. Si stende poi la cedolare secca agli affitti dei locali commerciali a partire dai cosiddetti “esercizi di vicinato”.

Da un punto di vista lavorativo la maggioranza si impegna a potenziare gli investimenti pubblici e privati nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie strettamente connesse ma anche a misure di riduzione del cuneo fiscale nei rapporti di lavoro dei giovani più meritevoli.

Per contrastare il fenomeno delle ‘culle vuote’ verranno pensate misure di incentivo per l’istruzione scolastica e la formazione universitaria. Mentre per le pensioni si conferma “quota 100” come somma di età anagrafica e anzianità contributiva nell’ottica del superamento della Fornero.

Prevista inoltre una revisione dell’attuale modello di difesa per ridurre le spese militari e razionalizzare i sistemi di difesa – ad esclusione dei settori di ricerca ad alto contenuto tecnologico e di utilizzo duale anche per scopi civili – salvaguardando i livelli occupazionali.

Nero su bianco anche la creazione di una cabina di regia unica presso il Mef in coordinamento con Palazzo Chigi per attuare la spending review. E la realizzazione di un’altra cabina di regia per monitorare lo stato di attuazione dei programmi di investimento infrastrutturali per prevenire ritardi e rimuovere criticità.

Infine, viene previsto un graduale azzeramento a partire dal 2019 del contributo del Fondo per il pluralismo presso il Dipartimento informazione ed editoria e il proseguimento del percorso di attuazione dell’articolo 116 della Costituzione che dà seguito ai referendum di Lombardia e Veneto.

I COLLEGATI ALLA MANOVRA

Tra i disegni di legge collegati alla manovra per il periodo 2019-2021 sono previsti un provvedimento di riforma e riordino della disciplina in materia di tutela e promozione dei diritti delle persone con disabilità, riassetto dell’avvocatura di Stato e della giustizia amministrativa e la riforma di alcuni istituti del Codice Civile.

IL GOVERNO SI IMPEGNA A CORREGGERE L’UNIONE BANCARIA, A INTERVENIRE SU TARANTO E A REALIZZARE IN TEMPI RAPIDI LA BANCA PER GLI INVESTIMENTI

Infine si impegna il governo a promuovere iniziative a livello Ue per correggere l’Unione bancaria e il processo di unificazione dei mercati dei capitali per assicurare maggiori garanzie ai risparmiatori italiani, a realizzare disposizioni per la riqualificazione economica, industriale e ambientale di Taranto, implementare in tempi rapidi la Banca per gli investimenti coinvolgendo Bankitalia e Cdp per gestire ed erogare direttamente incentivi e finanziamenti all’economia reale.

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