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Che cosa succede nel Movimento 5 Stelle

I graffi di Damato sulle piroette di Luigi di Maio e Alessandro Di Battista e sulla saluta (precaria) del Movimento 5 Stelle

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ccc Dal mondo

Brexit, 5G, Commissione, Bce e Cina. Che cosa combina l’Ue?

Dalla Brexit al dossier 5G, passando per la successione in Bce ai rapporti con la Cina. Tutte le ultime novità dai palazzi Ue nel Taccuino europeo a cura di Andrea Mainardi

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ccc Italia

Vi racconto il pensiero di Casaleggio su Di Maio

I graffi di Francesco Damato sulle vicende interne al movimento 5 Stelle, e sul pensiero di Casaleggio su Di Maio 

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Commercio estero tra Mise e Farnesina. Chi si schiera con chi

La proposta di uno scorporo delle competenze del Mise e il suo trasferimento al Maeci raccolgono pareri differenti: bene per il numero uno degli industriali Boccia, perplessi i presidenti di Federacciai, Anima Confindustria e Federmacchine. Sul piede di guerra i sindacati

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Sciogliere le Camere non è nei pensieri di Mattarella

Il capo dello Stato è preoccupato, irritato e deluso dopo il suo primo giro di consultazioni, ed anche in vista del secondo. I graffi di Francesco Damato

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ccc Italia

Cosa sta succedendo dopo gli scazzi fra Conte e Salvini e le dimissioni del premier

Il punto del notista politica Francesco Damato

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ccc Italia

Ecco tutti i trambusti interni contro Zingaretti e Di Maio

Il problema resta sempre lo stesso: la resa dei conti col troppo temuto leader leghista, nella logica del “tutti tranne Salvini”, come ai loro tempi “tutti tranne Renzi” o “tutti tranne Berlusconi”. I Graffi di Damato

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Governo: il calendario parlamentare della crisi

Tutte le date da segnare sul calendario per la crisi di Governo (ed il taglio dei parlamentari)

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Come Mattarella guarda alla crisi del Governo (a distanza)

I graffi di Damato

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Sindacati, striscioni e mini-bot: cosa accade nel Governo?

I graffi di Francesco Damato

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Europee 2019: ecco chi ha dominato tv, stampa e social

Europee 2019: Salvini il leader assoluto nei media, Di Maio e Berlusconi concentrati su politica ed economia, Zingaretti più attento al rilancio del centrosinistra

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Di Maio riorganizza il MISE e rafforza il Segretariato Generale: la bozza riservata

PolicyMakerMag è entrato in possesso della bozza di decreto ministeriale di rafforzamento del Segretariato generale e del Ministero dello Sviluppo economico. A pochi giorni dalla rotazione dei direttori generali dello stesso dicastero. Ecco il Decreto

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Manovra. Tutte le mosse di Mattarella, Fico, Tria, Di Maio, Salvini e Tria

I Graffi di Damato su come le istituzioni, a partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno affrontato la manovra del governo

E’ francamente difficile non riconoscersi in qualche modo nel gesto scaramantico delle corna attribuito da Emilio Giannelli, sulla prima pagina del Corriere della Sera, nel brindisi di Capodanno ai due uomini più rappresentativi del governo in carica. Che sovrastano e di parecchio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, specie dopo la sua prestazione -tra gaffe, errori e successive precisazioni o smentite- nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.

I vice presidenti grillino e leghista del Consiglio Luigi Di Maio e Matteo Salvini, in ordine rigorosamente alfabetico, avrebbero ottime ragioni per ricorrere a quel gesto delle corna pensando l’uno all’altro nell’incipiente 2019, quando verranno inesorabilmente al pettine su tutti i piani – politico, elettorale e personale – i nodi della legge di bilancio approvata in terza e bruciante lettura alla Camera con 247 deputati assenti su 630. E promulgata in modo altrettanto bruciante dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella guadagnandosi l’applauso del Fatto Quotidiano, con due righe di titolo sopra la testata, per non avere ceduto alla tentazione di assumere “la guida dell’opposizione”. Così avrebbe fatto il capo dello Stato se avesse raccolto ansie, timori, proteste e quant’altro. E così invece avrebbe fatto, nella logica di quel giornale, il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano apprezzando pubblicamente nei giorni scorsi il duro discorso pronunciato al Senato da Emma Bonino, ed anche quello successivo -si deve ritenere- dell’ex presidente del Consiglio Mario Monti, sulle Camere “esautorate” con le procedure adottate per l’esame appunto del bilancio, e per la sua approvazione.

Anche a consolazione di Monti e Bonino, che pure ne avevano apprezzato originariamente l’annuncio della pur tardiva apertura di una trattativa con la Commissione Europea per ridurre il deficit dal 2,4 per cento del pil festeggiato da Di Maio sul balcone di Palazzo Chigi e bocciato a Bruxelles, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha attribuito al bilancio così avventurosamente approvato dalle Camere il merito di avere risparmiato all’Italia, “un commissariamento dai cinque ai sette anni”. Ma contemporaneamente da Bruxelles e dintorni è stato annunciato che i conti italiani continuano ad essere “vigilati” e che l’intesa raggiunta per evitare la procedura d’infrazione ha riguardato numeri e saldi, non il contenuto delle misure che il governo deve peraltro ancora prendere per tradurre in “fatti”, pur già vantati da Di Maio, il cosiddetto reddito di cittadinanza e l’accesso anticipato alla pensione. La vicenda, quindi, è tutt’altro che chiara e conclusa.

Il presidente grillino della Camera, Roberto Fico, che ha avuto pietà, diciamo così, delle opposizioni difendendole almeno dall’attacco mosse loro dal blog del suo movimento di avere praticato del terrorismo politico contro il governo e la sua legge di bilancio, ha cercato di fornire un altro elemento di consolazione ai vari Monti e Bonino. A cose ormai fatte, mentre Mattarella già smaltiva al Quirinale la pratica della promulgazione del bilancio, Fico dal suo ufficio di Montecitorio, in barba scura e in maniche di camicia bianca, ha spiegato che era stato appena evitato il ricorso al cosiddetto esercizio provvisorio. Che pure è regolarmente previsto e regolato dalla Costituzione. E fior di costituzionalisti ed economisti, fra i quali il mancato presidente del Consiglio Carlo Cottarelli, prevedendolo della durata necessaria, e perciò limitata, ad un completo e vero esame del bilancio in Parlamento, avevano dichiarato di preferire a ciò che invece è accaduto.

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Terzo settore: cosa prevede la norma Ires (che cambierà a gennaio)

Mea culpa da Conte, Di Maio e Salvini: Intervento a gennaio per modificare la norma

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Manovra: Governo in cerca di sponde in Francia

Ma Moscovici frena gli entusiasmi: la differenza sta tutta nel debito. Mattarella auspica un accordo, il governo convinto di avere buone motivazioni

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Ecco chi c’è dietro la comunicazione del governo gialloverde

Tutti i nomi dei responsabili dei rapporti con i media dell’esecutivo. Tra loro molti giornalisti

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