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Cosa dice il Primo Rapporto sul Gioco Pubblico di Eurispes e Acadi

Chi c’era e cosa si è detto alla presentazione del Primo Rapporto sul Gioco Pubblico presentato a Roma da Acadi

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Lotta alla ludopatia: il distanziometro? Favorisce l’illegalità

I dati presentati dall’Eurispes smentiscono gran parte delle politiche di contrasto alla ludopatia volute dai due Governi Conte. Ecco numeri e commenti

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Di Maio attacca Agcom sul gioco d’azzardo. Ma Cardani non ci sta

L’Autorità presieduta da Cardani è finita nel mirino di Di Maio per la segnalazione sulla parte del decreto Dignità che blocca le pubblicità sul gioco d’azzardo

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Fara (Eurispes): ecco perchè il proibionismo sui giochi non funziona

Per il presidente di Eurispes è “necessaria” e “imprescindibile” una “riforma del settore del gioco legale nel nostro paese

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La legge sul gioco infiamma la corsa regionale in Piemonte

Tutti concordi nel voler mantenere ferma l’attuale legge regionale sul gioco, tranne Alberto Cirio del centrodestra: “Non funziona” come dimostrato dalla ricerca Eurispes

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Giorgetti: ecco come il governo vuole rilanciare il Totocalcio e monitorare le scommesse estere

Le scommesse provenienti da Paesi esteri, in particolare asiatici, su campionati non professionistici saranno monitorate e valutate. Lo annuncia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, che ha tenuto una conferenza stampa sulla sua attività di Governo.

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Cosa ha detto il Governo dopo la manifestazione dei tabaccai della FIT

No a una politica proibizionistica e sì, invece a un maggior controllo del settore . È stato molto chiaro il sottosegretario al Mef con delega ai giochi Alessio Villarosa (M5S),  incalzato dai tabaccai della Fit, che hanno manifestato contro la criminalizzazione del gioco legale

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Le mani della Mafia sul gioco. Cafiero de Raho: Proibizionismo non è la soluzione

Per il procuratore antimafia e antiterrorismo la politica deve prestare attenzione alle infiltrazioni criminali nel settore delle scommesse per non distruggere l’economia sana e pulita

I clan hanno messo le mani sul mondo del betting e nascoste dietro le piattaforme di gioco hanno finito per spartirsi il mercato e controllare in maniera diretta o indiretta giocate per 4,5 miliardi di euro. È questo l’esito di un’inchiesta che ha visto lavorare insieme Guardia di Finanza, polizia, carabinieri e Dia coordinati dalla Direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo, guidata dal procuratore Federico Cafiero de Raho, che ha messo insieme i filoni investigativi sviluppati dalle procure di Bari, Reggio Calabria e Catania.

CAFIERO DE RAHO: LIBERTÀ DI GIOCARE PRIMO DIRITTO DA RISPETTARE, IL PROIBIZIONISMO NON È LA SOLUZIONE

“Il gioco è un un settore di grande rischio, e tutto questo va contrastato, ma pensare di intervenire vietando di giocare non garantisce una libertà che deve essere il primo diritto da rispettare”, ha spiegato il procuratore antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, sottolineando che si tratta di “formare le persone, educare, vigilare e intervenire non solo con la repressione ma attraverso altri organi e credo che la politica dovrebbe spingere in questa direzione. Il proibizionismo – ha ammesso – non è assolutamente una soluzione”. Il procuratore ha poi esortato la politica a prestare attenzione alle infiltrazioni delle mafie nel settore delle scommesse perché in caso contrario, ha concluso il procuratore nazionale antimafia, “l’economia sana e pulita continuerà ad essere infiltrata dalle mafie e il sud continuerà ad essere la zavorra dell’economia del paese. Se non battiamo le mafie, l’economia italiana non sarà in grado di decollare”.

L’INCHIESTA: 68 ARRESTATI TRA I CLAN

‘Ndrangheta reggina, mafia catanese, famiglie pugliesi risultano tutte coinvolte nel mondo delle scommesse per incamerare milioni su milioni, lavare denaro, ripulirlo e reimpiegarlo in attività immobiliari e acquisto di azioni. In manette sono finite 68 persone tra boss e gregari delle più note famiglie di Reggio Calabria, Catania e Puglia ma anche imprenditori e prestanome, tutti a vario titolo accusati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriciclaggio, illecita raccolta di scommesse online e connessa fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni. Sotto sequestro sono finiti beni per oltre 1 miliardo di euro, ma i numeri potrebbero salire visto che sono in corso oltre 80 perquisizioni sono in corso in tutta Italia. In sostanza i clan si erano spartiti il mercato delle scommesse online, accumulando guadagni immensi poi reinvestiti in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all’estero intestati a persone, fondazioni e società, con la complicità di diversi prestanome. E proprio per rintracciare il patrimonio accumulato ed effettuare i sequestri è stata fondamentale la collaborazione di Eurojust e delle autorità giudiziarie di Austria, Svizzera, Regno Unito, Isola di Man, Paesi Bassi, Curacao, Serbia, Albania, Spagna e Malta. Ma soprattutto le dichiarazioni di un pentito, un professionista del betting, che ha operato con i vari clan per lo sviluppo e l’imposizione sul mercato di varie piattaforme di gioco.

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Giochi, posti di lavoro a rischio con legge regionale pugliese. Ma spunta la proroga

Secondo uno studio dell’Eurispes sono a rischio l’80% delle sale gioco legali e novemila posti di lavoro. Se il Consiglio approverà il rinvio della legge si dovrà attendere una legge quadro nazionale

Chiusura dell’80% delle sale gioco legali e novemila posti di lavoro a rischio e in Puglia con la Legge regionale sul gioco che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 20 dicembre. A certificare il problema è uno studio dell’Eurispes, presentato a Bari, dal titolo “Gioco legale e dipendenze in Puglia”, realizzato nel quadro delle attività dell’Osservatorio Permanente su giochi, legalità e patologie.

IL DISTANZIOMETRO COLPISCE ANCHE LE VECCHIE ATTIVITÀ DAL 20 DICEMBRE

La legge pugliese impone a partire da fine dicembre la chiusura di circa 700 punti gioco, collocati al di sotto dei 500 metri dai punti sensibili senza di fatto ridurre i rischi legati alle ludopatie, osserva l’Eurispes. Nelle ultime ore è intervenuta però la richiesta di proroga da parte della Commissione sanità della Regione Puglia che ha approvato all’unanimità una proposta di modifica della legge regionale contro il gioco patologico, elaborata dopo un lungo confronto tra istituzioni e associazioni degli operatori, che riguarda proprio il rinvio dell’entrata in vigore di quanto stabilito nella legge regionale approvata nel 2013. In tale disposizione sono contenute misure che dispongono una distanza di almeno 500 metri tra sale da gioco e luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto e impianti sportivi. Il testo originario prevedeva l’immediata applicazione del “distanziometro” per le nuove attività, mentre per quelle già esistenti troppo vicine ai luoghi sensibili concedeva cinque anni di tempo – in scadenza appunto il 20 dicembre – prima dello stop definitivo.

PROROGA DOVRÀ PASSARE IL VAGLIO DELL’AULA DURANTE IL PROSSIMO CONSIGLIO REGIONALE

Con il via libera della Commissione sanità regionale si è deciso di non procedere sulla base di alcuni emendamenti che posticipavano l’entrata in vigore della legge al 2020 ma di attendere l’emanazione di un Testo Unico in materia di prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico a livello nazionale. Ma l’ok della Commissione Sanità non è ancora risolutivo dell’intera questione visto che il provvedimento dovrà passare il vaglio dell’Aula durante il prossimo Consiglio regionale, ancora da fissare.

COSA DICE LO STUDIO EURISPES SULLA PUGLIA

Gli “esercizi dedicati” nella Regione Puglia ad oggi sono 856: 6 sale Bingo, 330 sale dedicate (VLT), 395 negozi di gioco (agenzie di scommesse con Awp / Vlt), 125 agenzie scommesse (senza Awp / Vlt). L’occupazione media stimata per le singole categorie è di 40 addetti per ogni sala Bingo, 4 addetti per ciascuna sala dedicata, negozio di gioco e 3 addetti per ogni agenzia di scommesse. Facendo un calcolo, si arriva a quantificare il totale di persone occupate in 3.615 unità. Ipotizzando la chiusura dell’80% di loro, si avrebbe una perdita di 2.891 posti di lavoro.Bisogna poi prendere in considerazione l’indotto degli “esercizi dedicati” e di quelli “generalisti”, in particolare, le aziende di noleggio che gestiscono e manutengono gli apparecchi AWP e VLT, circa una trentina in Puglia. Per questa attività, sono occupati, nelle funzioni amministrative, gestionali e tecniche, 1085 addetti: anche in questo caso, ipotizzando il taglio dei volumi del gioco paro all’80%, si avrebbe una ulteriore perdita occupazione di 868 addetti. Passando poi all’area degli “esercizi generalisti” che offrono gioco legale, si sono potuti calcolare quelli che ospitano almeno un apparecchio slot, che sono 4.293 (soprattutto bar e tabacchi). La media degli addetti per esercizio è di 3,5 persone: quindi il volume occupazionale complessivo è di 15.025 addetti. I ricavi mensili, ascrivibili alla quota che rimane all’esercente dalla vendita di gioco legale, sono valutabili tra i 1.500 e i 3.000 euro. Ipotizzando la cessazione dell’80% dell’offerta del gioco legale, la riduzione del guadagno degli esercenti potrebbe generare l’espulsione di circa 1,5 addetto per ogni esercizio, ovvero un calo occupazionale di 5.151 lavoratori. In sintesi, arriviamo alla cifra di 8.911 lavoratori che stanno rischiano di perdere il posto di lavoro. 

DISTANZIOMETRO INEFFICACE PER CONTRASTARE IL “PROBLEM GAMBLING” SECONDO L’ISS

Tra l’altro è anche tutta da verificare l’utilità di norme come il distanziometro nel contrasto alle ludopatie. L’Istituto superiore di Sanità (ISS) ha infatti bocciato il modello Di Maio evidenziando come gli 1,5 milioni di giocatori problematici – che non necessariamente sono giocatori patologici ma coloro che faticano a gestire il tempo da dedicare al gioco e a controllare la spesa -, non troverebbero nessuno scoraggiamento da misure quali il distanziometro. Il distanziometro, infatti, secondo l’indagine dell’ISS non è uno strumento efficace per contrastare il “problem gambling”. Anzi. Dal rapporto emerge che il giocatore problematico predilige i luoghi lontani da casa e dal lavoro, quelli che garantiscono la maggior privacy o con un’area fumatori. Quest’ultimo aspetto è direttamente legato ai giocatori problematici perché tra loro è maggiore la percentuale di chi fuma o di chi consuma alcolici 4 o più volte a settimana. Anche l’Eurispes, nel tentativo di fornire un contributo di riflessione sulla validità dello strumento del distanziometro, ha elaborato i dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Secondo l’istituto di ricerca l’11,3% dei giocatori “problematici” preferisce giocare in luoghi lontani da casa, contro il 2,5% di quelli “sociali”, e il 10,7% dei “problematici” ha una predilezione per gli esercizi che garantiscono maggior privacy, rispetto all’1,5% dei giocatori “sociali”. Dunque, il giocatore problematico ricerca luoghi lontani che garantiscono privacy e che, in qualche misura, occultano la loro condizione di giocatori. (Qui la ricerca Eurispes)

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Cosa dice la ricerca dell’Istituto superiore di Sanità (ISS) sulle ludopatie

I giocatori problematici non sarebbero scoraggiati dal distanziometro e la pubblicità non inciderebbe in nessun modo sul loro comportamento

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