ccc Italia

Tasse, giochi, tabacco: perché la manovra è sbagliata. Parla Capezzone

Tutti i dubbi sulla manovra del governo giallorosso del commentatore del quotidiano “La Verità”, Daniele Capezzone, intervistato da Policymaker

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ccc Insider

Manovra: i rumors su lotta al contante, tasse su giochi e sigarette, web tax

Quali sono i punti principali che dovrebbero rientrare nella manovra. Intanto stasera Cdm per varare il Documento programmatico di bilancio e lunedì prossimo altra riunione a Palazzo Chigi per il via libera alla manovra

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ccc Italia

Agcom bacchetta il governo su stop alla pubblicità dei giochi

Operatori radiotelevisivi, editoria, squadre di calcio risultano penalizzate. L’Agcom auspica un intervento di riforma complessivo dell’intera materia

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ccc Italia

Giochi. Lottomatica: pronti a rivedere il modello distributivo

“La rete distributiva deve evolvere, alzando la qualità dei prodotti, ma anche del modello distributivo stesso, limitando il numero degli apparecchi”. Ecco la posizione di Cairoli, ad di Lottomatica 

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ccc Italia

Perché il Tar boccia il comune di Guidonia sui giochi

Accolto il ricorso di dodici tra gestori di bar, tabacchi e sale giochi, proprio per violazione dell’intesa tra le istituzioni di governo sul riordino dell’offerta del gioco lecito

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ccc Insider

Riforma dei giochi. Al via gli incontri con gli operatori del settore

Il Sottosegretario al Mef Alessio Villarosa auspica un percorso condiviso

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ccc Italia

Le dipendenze in Italia sono ancora un problema. Ecco perché

I numeri sulle dipendenze in Italia e sui pericoli per i giovani, diffusi dalla Fondazione Biagio Agnes in occasione del III forum “Un Check-up per l’Italia”

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ccc Italia

Laura Castelli: per il settore dei giochi serve una “riconversione”

Serve una “riconversione” da parte delle società che gestiscono i giochi e che il governo chiamerà a collaborare. A dirlo è Laura Castelli, sottosegretario al Ministero dell’Economia, in un’intervista a Policy Maker

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ccc Fact Checking

Le coperture del Decretone? In parte dai giochi, che il Governo avversa

Il paradosso del rapporto tra Governo e industria dei giochi: dal divieto della pubblicità all’aumento della tassazione per pagare “Quota 100” e reddito di cittadinanza. In attesa di un riordino, per ora solo annunciato

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ccc Italia

L’asse del Poker online che unisce l’Europa (e spaventa l’Italia)

Gli operatori internazionali del poker online spingono perché l’Italia entri nel mercato unico con Spagna, Francia e Portogallo. Tutti i “contro” di una scelta discutibile.

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ccc Fact Checking

Giochi, misure restrittive favoriscono il mercato illegale. Studio I-Com

Il divieto di pubblicità e altre norme restrittive sul gioco legale spingono i consumatori verso il mercato illegale, sottraendo controllo e risorse allo Stato. I dati dello studio curato da I-Com

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ccc Italia

Manovra, aumento Iva scongiurato (ma solo per il 2019)

Sulla manovra del governo si allunga lo spettro dell’aumento dell’Iva. Nel maxiemendamento del governo web tax e vendita immobili

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ccc Italia

Manovra: Stop a pirateria web per gli sport live. Addio a Totocalcio e Totogol

Sono alcune delle proposte di modifica contenute nel pacchetto di emendamenti di governo e relatori. Al posto della vecchia schedina arriverà un nuovo gioco con payout più alto per renderlo appetibile e pubblicità per farlo conoscere malgrado i divieti del Decreto Dignità

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ccc Italia

Agcom apre la consultazione sulle linee guida di divieto alla pubblicità nei giochi

Si tratta, in sostanza, di un questionario “da sottoporre ai soggetti interessati” per valutare quanto previsto dal decreto dignità per divieto di pubblicità dei giochi 

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ccc Italia

Competenza scientifica e politica possono coesistere?

Una convivenza difficile. Almeno in Italia. Tanti gli esempi in questi ultimi giorni: da Battiston e alla commissione per il controllo dei contenuti scientifici, fino a Iss e vaccini

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ccc Italia

Giochi, aumento tasse in Manovra non scoraggerà i giocatori

Spallone (Luiss) a Policy Maker: Con aumento prelievo e calo del payout è presumibile una migrazione verso l’online o verso il gioco illegale. Non si deve demonizzare l’operatore o il concessionario, è proprio a loro che andrebbe demandato il controllo con i codici di autodisciplina

Aumenti in arrivo sul fronte giochi in manovra: il prelievo erariale unico (Preu) sulle giocate, già al 19,25% per le slot e al 6,25% per le videolotteries dopo il via libera al decreto dignità, sale di un altro mezzo punto. Ma l’effetto dell’intervento potrebbe non portare all’auspicato – da parte dell’esecutivo – calo dell’appetito dei giocatori d’azzardo verso il gioco quanto a una “migrazione” verso il gioco online o illegale. È il parere espresso da Marco Spallone, Professore di Economia Politica alla Luiss e autore di una ricerca sulla fiscalità dei giochi, in un’intervista a Policy Maker.

SPALLONE: AUMENTI A PREU PER FARE CASSA O SCORAGGIARE GIOCATORI?

“L’idea di fondo” della misura contenuta in manovra “è abbastanza confusa, nel senso che da un lato si può interpretare l’aumento della tassazione come a un deterrente nei confronti dei giocatori: in questo caso la misura troverebbe coerenza rispetto alle finalità del governo di rendere meno appetibile e scoraggiare il gioco d’azzardo. Ma se fosse veramente questa la finalità dell’esecutivo allora non è chiaro perché si utilizzano i giochi per trovare le coperture”, ha sottolineato Spallone. In sostanza, ha aggiunto il professore “se siamo convinti che all’aumentare della tassazione diminuisca la raccolta, conseguentemente dovrebbero diminuire anche le entrate erariali. Se invece pensiamo che l’aumento delle aliquote serva a trovare delle coperture finanziarie, la finalità non sarà più quella di scoraggiare il gioco d’azzardo ma di fare cassa. Delle due l’una insomma”.

DA AUMENTO PRELIEVO PROBABILE MIGRAZIONE VERSO ONLINE O GIOCHI ILLEGALI

Non solo. Spallone ha ricordato che le aliquote del Preu “hanno come base imponibile la raccolta e non il margine sul gioco. Ciò significa che la crescita del prelievo, una volta pagate le vincite ai giocatori e pagate le spese operative di gestione, è probabile possa essere ‘riversata’ sui giocatori portando inevitabilmente e necessariamente a un calo del payout con una presumibile migrazione verso l’online o verso giochi a più alta resa come il gioco illegale sottoposto per sua natura a una minore pressione fiscale”, ha ammesso il Professore ricordando che per alcune tipologie di giocatori “in particolare quelli che si dice di voler proteggere come i problematici e i patologici” la spesa è “quasi incomprimibile e costante” portando quindi i giocatori stessi a “indirizzarsi verso comparti illegali”.

NON DEMONIZZARE L’OPERATORE O IL CONCESSIONARIO. A LORO ANDREBBE DEMANDATO IL CONTROLLO CON I CODICI DI AUTODISCIPLINA

“C’è un’altra cosa che mi preoccupa e riguarda le disposizioni sul divieto di pubblicità e i distanziometri che rischiano di spostare ulteriormente i giocatori verso il gioco illegale: è vero che la pubblicità può essere interpretata in vari modi e indurre i consumatori a giocare ma è anche vero che chi fa pubblicità è un concessionario o un esercente legale: e di per se è informazione – ha sottolineato Spallone a Policy Maker -. Se levo queste informazioni, li gravo di ulteriori imposte e sposto le sale giochi legali in periferia rischio di lasciare i consumatori nelle braccia del gioco illegale. Diventa quindi rischioso tutto il complesso di quello che si sta facendo. Come in tutti i settori maturi credo che non si debba demonizzare l’operatore o il concessionario ma è proprio a loro che andrebbe demandato il controllo con i codici di autodisciplina e di autoregolamentazione. È nell’interesse di chi opera su quel mercato evitare che quel mercato venga appesantito da patologie e da giocatori che diventano pericolosi intraprendendo comportamenti nocivi all’immagine di tutto il mercato. Andrei quindi – è un’opinione tecnica ma anche personale – nella direzione opposta per rendere i giocatori consapevoli anche se queste sono scelte politiche”, ha concluso Spallone.

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